BASSO MEDIOEVO

REGGENZA DI MATILDE DI CANOSSA

~1000

(6) Nel Mugello, a causa delle ripetute invasioni barbariche, troviamo soltanto insediamenti sparsi. Non esistono più i centri romani di Annejano, Vigesimo, Decumano e Ronta. Soltanto sulle rovine di Annejano viene ricostruita una corte feudale ubaldina a lato della Pieve di San Lorenzo. Al di fuori tutta la campagna è abbandonata mentre le montagne circostanti sono ricche di boscaglie di cerri e querce. Tortuosi viottoli conducono a isolate formidabili rocche abitate da ricchi castellani. Alle porte di esse vivono i poveri entro capanne di fango e paglia.

(4) Con il Medioevo viene introdotto definitivamente il castagno nell’Appennino (i primi tentativi si erano già visti in età romana) che ben presto diverrà fondamentale per il sostentamento della popolazione di montagna. Questa data coincide anche con l’inizio del periodo di maggior disboscamento delle foreste mugellane.

(12) Nell’ XI sec. a fianco della chiesa maggiore nella sede vescovile sorge la basilica baptisteri e la pieve urbana diventa “cattedrale” che in Toscana incarna l’edificio battesimale.

1013

(2) La Chiesa di S.Iacopo a Montecutolo (si trova in un bosco su un poggio vicino alle rovine dell’antichissima Rocca di Montacuto) viene donata dal vescovo fiorentino Ildebrando alla Chiesa di San Miniato al Monte (3) che la terrà fino ad inizio 1200 e successivamente passerà agli Adimari.

N.d.A.: La zona prende il nome dai Signori Barbolani da Montauto, nobili aretini con castello principale ad Anghiari. Come i Guidi sono di origine imperiale e con loro convivono serenamente in territori confinanti.

1016

(26) Prima citazione della Pieve di S.Felicita a Faltona.                                                                                                          

Faltona

1018

(6)(49) Si hanno le prime notizie storiche di San Piero a Sieve e della sua Pieve di S.Pietro la cui fondazione risale agli inizi dell’XI sec.

Pieve di San Pietro a San Piero a Sieve

 (10) Il vescovo fiorentino Ildebrando conferma al Monastero di S.Miniato al Monte alcuni beni in Mugello: il Castello e la Corte di Montalto di Montegiovi (Pontassieve) e il Castello di Montaguto (Vicchio).

1024

(3) Viene citata per la prima volta la Pieve di S.Martino a Scopeto (o a Viminiccio).

1031

(3) Lamberto, magnate di contado, dona il 19 agosto ad un oratorio di Firenze alcune terre poste a Olmi “loco Mucelli, ubi etiam Ulmi vocantur.

1032

(50) In una bolla del Vescovo di Firenze viene citata per la prima volta la Chiesa di Santa Lucia a Casaromana.

Complesso di Santa Lucia a Casaromana

1034

(18) Come ricorda Papa Innocenzo II in una sua bolla, i longobardi si trovano ancora presso la Chiesa di San Giovanni Maggiore.

(47) Il 19 agosto, Lamberto di Lamberto e Pietro del fu Petrone assegnano diversi beni situati a Olmi nel Mugello all’Oratorio di S.Martino a Firenze fondato dal loro zio fu arcidiacono Giovanni.

1042

(3) Il 24 aprile Donna Waldrada del fu Roberto, moglie di Sigfrido di Rodolfo, cede al figlio Roberto la sua corte di Fabbrica.

1048

(23) A questa data si riferiscono i primi documenti che attestano la formazione della vasta proprietà feudale del vescovo fiorentino nell’area di Borgo S.Lorenzo attraverso donazioni di beni immobili da parte di proprietari fondiari.

(51) Viene costruito Ospitale al Passo della Futa.

Il 7 dicembre C.Carlo Guglielmo Bulgaro di Fucecchio dona alla Badia a Settimo di Firenze il territorio della Futa a condizione che i monaci vi costruiscano un ospitale per dare alloggio ai viandanti. Da allora quel valico verrà chiamato dello stale.

“… Futa (Monte della Futa) ossia Monte di Fò nell’Appennino dello Stale”. (E.Repetti).

1050

(6) Probabile origine della fondazione della Badia a Bovino (forse dal nome longobardo Badia di Alboino).

Badia di Santa Maria a Bovino

1065

(49) Risale a questa data la più antica notizia sulla ex-Abbazia di S.Maria a Bovino (Vicchio)

1066

(49) Prima documentazione della Chiesa di S.Maria a Spugnole (S.Piero a Sieve) con tracce di impianto romanico.

(3) Donna Gisla, vedova di Azzo da Pagano, cede la sua quarta parte delle Corti della Pila e di Spugnole per la fondazione del Monastero di S.Maria Maggiore.

1074

(49) Viene documentata la Badia di S.Maria a Vigesimo a Barberino del Mugello.

1076

(6) Matilde di Canossa, fedelissima al papato, diviene feudataria di un vastissimo territorio che include la Toscana e quindi il Mugello.

1085

(18) La prima badessa del Convento di Luco è una certa Cunizza. S. Pietro a Luco è un luogo di elite che accetta giovinette nobili e borghesi (“le contesse di Luco”) per una quota non inferiore ai 500 scudi.

Convento di Luco

1086

(49) Prima documentazione della Chiesa di S.Stefano a Grezzano.

1088

(6) Si hanno le prime notizie storiche di Barberino.

1095

(26) Prime notizie sulla Rocca dei signori da Lutiano (Ubaldini).

1096

(2) In un contratto viene nominata la Pieve di S.Martino a Viminiccio (poi a Scopeto). Il documento è rogato nel Castello di Scopeto (oggi scomparso), probabilmente un’antica rocca situata vicino alla Pieve.

1097

(47) In luglio il conte Guido Guerra, in una carta rogata nel “Monte di Croce judicaria fiorentina”, dà libertà a due fratelli, suoi schiavi, in guisa che, volendo assolverli da ogni vincolo di servitù, li consegna al parroco che li accompagna nella cappella del Castello di M.Croce, nel modo prescritto dall’editto da re Liutprando. Viene concessa loro completa libertà alla presenza di cinque testimoni e del notaio che roga l’atto.

(47) Da due documenti pervenuti dalla Badia di Passignano si deduce che a Scopeto (Viminiccio) esistesse un castello.

1099

(3) Il Castello di Montebonello passa dai Guidi al Vescovo di Firenze.

Castello di Montebonello

1100

(6) La Badia a Bovino viene promossa ad abbazia con pertinenze di torri, castelli e corti.

Badia di Santa Maria a Bovino

(6) Il Vescovo di Firenze prende possesso di Borgo San Lorenzo e di tutto il suo contado ceduto dagli Ubaldini. Lo terrà fino all’inizio del 1300 quando passerà al Comune di Firenze.

(4) Con la ripresa dell’economia europea la situazione forestale subisce una nuova inversione di tendenza. L’aumento della popolazione è tale che il fabbisogno di terra coltivata fa sì che in soli due secoli si torni ad una situazione di spazi agricoli uguali e maggiori di quelli del periodo romano. Va tenuto conto che questa avanzata del coltivato a scapito del bosco durerà praticamente ininterrotta fino ai primi decenni del novecento per poi invertirsi di nuovo.

(12) Nel XII secolo si dissolve la collegialità del clero pievano con la conseguente crisi economica delle pievi il cui diritto alla riscossione delle decime viene insidiato dal crescente sistema parrocchiale.

La fondazione di nuove pievi diviene sempre più rara.

I pivieri costituiscono i distretti civili con cui i comuni cittadini organizzano il contado conquistato.

(47) Esiste nel Piviere di S.Cresci in Valcava la Chiesa di S.Lucia in Favale appartenente alla Badia del Buonsollazzo (Vescovo di Firenze). Chiesa ed annesso casale sono da tempo scomparsi.

1103

(6) Si hanno le prime notizie di Dicomano.

(39) La proprietà del “Castrum” che darà il nome alla Chiesa di S.Stefano a Monteceraia viene confermata al vescovo fiesolano da Papa Pasquale II. Nel secolo XI la medesima fortificazione era stata donata ai fiesolani dai Longobardi del Mugello (P.Z. 2007).

(3) In una bolla di Papa Pasquale II viene ricordata per la prima volta la Chiesa di S.Niccolò alla Pila (oggi scomparsa) che sarà poi annessa alla Chiesa di S.Donato a Polcanto.

1110

(3) Risale a questa data la più antica memoria documentata della Chiesa di Santa Maria a Bovino (“la Badia”) il cui patronato allora appartiene alla Badia di S.Miniato al Monte.

(47) Il suddetto patronato viene confermato da Papa Pasquale II.

1113

(16) L’imperatore Lotario concede al vescovo Gotifredo il “Castrum de Montazzis” (Montazzi-Sagginale).

1115

(6) Muore Matilde di Canossa e decade il potere in Toscana dell’Impero.

(47) Gherardo del fu Berto dei Conti Guidi dona alla Badia di S.Miniato al Monte di Firenze tutti i suoi beni  di Caliga e Montalto, nonché il Castello di Monte Croce.

1117

(47) Viene rammentato per la prima volta il Castello di Gricignano in una donazione fatta da un Adimari al Vescovo di Firenze a cui spetta da tempo immemorabile il patronato della chiesa parrocchiale.

Torre di Gricignano

1120

(27) Un diploma di Federico II concede la giurisdizione del Castello di Uliveta agli Ubaldini di Rocca Bruna. 

1123

(19) In un documento vengono citati per la prima volta il Castello (Castrum montis Jovis) e la Rocca (Castrus Vetus) degli Ubaldini sul Monte Giovi.

Chiesina di San Giusto sul Monte Giovi

COMUNE DI FIRENZE

1125

(31) Firenze ha la meglio su Fiesole che subisce la distruzione delle mura ed un ridimensionamento del vescovado.

(47) L’Imperatore Lotario III concede al Vescovo di Firenze Gottifredo il dominio del Castello di Montazzi.

Casa Le Fonti presso Montazzi

1130

(7) Il capostipite della famiglia Roti, Brunetto figlio di Gherardo vende tutti i beni che aveva alla Pieve di Giogoli al Vescovo di Firenze. Brunetto è di Vicchio di Mugello ove risulta feudatario di terre vicino al borgo.

1133

(6) Firenze si rende indipendente ed estende la propria influenza a nord fino a Trespiano. Guidi e Ubaldini pretendono gabelle e pedaggi per il varco delle strade appenniniche a danno dei commerci fiorentini.

(10) I castelli imperiali di Montegiovi, Montebuiano, Montaguto e Montazzi vengono ceduti da Lotario III al Vescovo.

1136

(14) Viene menzionata per la prima volta la Pieve di Santa Maria a Comano (Dicomano) con patronato della mensa vescovile fiorentina.

Pieve di Santa Maria a Dicomano

1143

(38) Il conte Guido Guerra impegna Firenze in una guerra deciso ad ostacolarne le mire espansionistiche.

1147

(47) Primo tentativo dei fiorentini di distruggere il Castello di M.Croce troppo vicino a Firenze. Il Conte Guido Vecchio, aiutato dagli aretini, respinge l’attacco.

1148

(38) Firenze viene colpita da interdetto per aver assalito feudi del conte Guido Guerra mentre questi si trova in Terrasanta per una crociata.

1152

(6) Muore l’imperatore Corrado e gli succede Federico Barbarossa che viene in Italia per ristabilire il potere dell’impero; a suo fianco si schierano gli Ubaldini. Vi è un tentativo per togliere a Firenze la propria indipendenza e il potere sul contado.

1154

(38) La dieta di Roncaglia sancisce il principio che impedisce la vendita/alienazione dei feudi da parte dei vassalli senza il nullaosta dei feudatari. Questo è un duro colpo per l’espansionismo fiorentino.

(47) I fiorentini conquistano finalmente il Castello di M.Croce. Il Comune ordina il suo disfacimento fino alle fondamenta ma le ragioni dei Guidi ne impediscono l’atto e alienano le proprietà del vescovo di Firenze.

1156

(38) I fiorentini si oppongono al principio del 1154 e ottengono da papa Adriano IV la conferma delle proprietà della diocesi fiorentina.

1157

(38) Muore il conte Guido Guerra e la sorella, tutrice del figlio minorenne, cerca pace con Firenze. Seguirà una tregua di 10 anni.

1161

(0) La Chiesa di S.Maria a Olmi è censuaria del vescovo di Firenze per due capponi annui.

Olmi

(36) La fondazione della suddetta chiesa risale presumibilmente al IX secolo.

1164

(2) Guidi e Alberti di Prato, ricevono un diploma dall’imperatore Federico I nel quale vengono indicati tutti i loro possedimenti.

1170

(38) Firenze si da una nuova divisione amministrativa in “sestieri”. Anche il contado viene suddiviso in 6 settori.

1171

(37) In un documento è citata per la prima volta la Pieve di San Cresci in Valcava ma la costruzione dell’edificio è sicuramente precedente.

1177

(47) La casa torre di Gricignano passa da un Adimari a Gottifredo vescovo di Firenze.

1184

(47) La tradizione vuole che l’imperatore Federico I sia ospite degli Ubaldini nel Castello della Pila.

1188

(49) Viene citato per la prima volta il Castello di Monteceraia.

(2) Della famiglia da Lutiano fanno parte Mainetto, Bernardino, Albizo e Gherardino.

1191

(3) Il Castello di Galiga è dominio dei conti Guidi.

1196

(47) L’Imperatore Arrigo VI conferma ai Conti Guidi il castelletto di Montesassi e quello di Scopeto (3) che questi assegnano agli Adimari

1197

(38) Un altro Guido Guerra giura fedeltà alla Lega Toscana sancendo il dominio di Firenze sul suo territorio.

(41) Orlando di Bellicozzo Gondi, originario di S.Cresci in Valcava, è nel Consiglio del Comune di Firenze.

~1200

(6) All’inizio del secolo in Mugello non vi è famiglia benestante che non abbia il proprio castello, torre o rocca. Molti di questi feudi minori appartengono a vassalli, valvassori e possidenti che si armano a difesa dei propri fondi: Ghinazzi a Valcava, de Rabatta a Rabatta etc. E’ ignoto invece a chi appartenessero i forti del Cistio e di Pescina vicino a Sagginale. Tra i grandi dominanti del Mugello c’è adesso il Vescovo di Firenze che grazie a lasciti e donazioni è divenuto ricco e potente. Esso, attraverso il clero minore, diviene il terzo feudatario del Mugello con tutti i suoi onori. Del Vescovo sono i possedimenti di Monte Giovi, di Arliano (*), di Viminiccio o Scopeti, di Dicomano, di parte di Barberino, di Gattaia, di Botena, di Molezzano, de l’Incastro, di Rupecanina, etc. Le due “capitali” mugellane del vescovo di Firenze sono in ogni caso Borgo S.Lorenzo ed i Monti della Valcava.(12) Nel XIII secolo la crisi delle pievi raggiunge il culmine con la diffusione nelle campagne degli ordini mendicanti.

Pescina

(51) Alla fine del XII secolo il percorso della Flaminia Militare risulta meno frequentato a favore di un altro itinerario spostato più ad oriente e più favorevole agli scopi della famiglia dominante degli Ubaldini. La strada si trasferisce dalla sinistra alla destra del Savena e dal Passo della Futa a quello della Raticosa. Dal Passo della Raticosa la strada (forse poco più di una mulattiera) scende a Pietramala per poi proseguire per Le Valli e, dopo il traversamento del Santerno, Cornacchiaia, Passo dell’Osteria Bruciata e S.Agata nel Mugello.

(*)(3) Resti deIla Corte e Castello di Arliano, già dei Conti di Montauto, sarebbero stati ancora visibili nel 1914. Presso Arliano, in località Arlianino e specificatamente nel bosco di Mandò sono da ricercarsi le fondamenta di un antico Convento. Baldassarre Roti fece trasportare delle colonnette in pietra del chiostro presso la sua villa al Cistio.

Villa Roti al Cistio

(3) L’abate di S.Miniato al Monte concede in enfiteusi metà del distretto di Montaguto (castello e chiesa compresi) a Bonaccorso di Bellincione degli Adimari mediante un piccolo censo annuo.

1201

(31) Il podestà di Firenze, Paganello da Porcari, il primo podestà “straniero”, intravede le possibilità espansionistiche della città e ricerca accordi con i feudatari che controllano i passi appenninici. Firma un trattato di concordia con gli Ubaldini di Galliano per garantire il commercio fiorentino con Bologna.

1202

(6) Firenze assedia e conquista il castello di Barberino di proprietà della famiglia Cattani. In città intanto avviene la divisione tra Guelfi (fedeli al Papa) e Ghibellini (fedeli all’Imperatore), tra i quali Ubaldini e Guidi.

1203

(3) La Chiesa di S.Maria a Olmi è in giurispatronato del Vescovo.

REGIME POTESTARILE

1208

(7) Si registra la probabile scissione della famiglia Risaliti da quella dei Morelli con Guido di Morello di Albertino I che si trova all’apice dell’albero genealogico dei Risaliti.

1212

(0) Prima citazione della Chiesa di Montesassi. Essa è dedicata a San Francesco che al momento è vivente. Fa parte dell’omonimo convento femminile che paga annualmente per la sua mensa al vescovo fiorentino una libbra d’argento.

1213

(55) Un giudice e vari rettori di Borgo S.Lorenzo giurano di raccogliere e aiutare a raccogliere, annualmente, il dazio e l’imposta a favore del vescovo fiorentino.

1219

(55) Un colono della parrocchia di San Cresci in Valcava promette al vescovo fiorentino di pagare annualmente, il giorno di S.Stefano, 4 denari come canone.

Fienile Villa Spedale in Valcava

1220

2) Federico II concede ai figli del Conte Guido Guerra (consorte degli Adimari) moltissimi castelli. Soprattutto a nord della Sieve, ma alcuni anche a sud come Montesassi, Scopeto e Monterotondo, (3) Bovino (Albovino), Pimaggiore, Galiga

(50) Federico II concede agli Ubaldini la giurisdizione del Castello di Uliveta.

(47) Nel piviere di S.Quirico a Uliveta esiste un’altra chiesa parrocchiale: SS.Martino e Lucia annessa a S.Romolo a Campestri.

Chiesa di San Quirico a Uliveta

(3) La chiesa di Uliveta fu edificata verosimilmente dagli Ubaldini signori di Rocca Bruna. Il fortilizio degli Ubaldini che si trovava poco a monte è distrutto. Un ser Gherardo da Uliveta, notaio del Comune di Firenze, ghibellino, accusato di falso, viene condannato a morte da Cantino D’Agnolo gonfaloniere fiorentino. Gli vengono poi abbattute tutte le proprietà che teneva a Uliveta.

(3) Il 25 luglio Federico II conferma a Ugolino d’Albione i possedimenti della Pila.

(47) La Corte e il Castello della Pila sono sotto il controllo di Ubaldino di Albione.

~1220-1228

(9) Giurano di essere fideles et coloni del vescovo Ildebrando di Fiesole 229 uomini che risiedono nelle curtes dei castra di Castiglione e Turicchi (Valdisieve comune di Rufina), di Montebonello e Monteloro (Valdisieve, Valdisieci, comune di Pontassieve) e di Fiesole. Castiglione, Turicchi, Montebonello non sono le sole località della Valdisieve dove i presuli hanno terre e uomini ma rappresentano le più importanti per qualità e quantità. Lo dimostra l’appellativo che talvolta viene dato a Castiglione, chiamato significativamente Castiglioni del Vescovo.

1221

(55) Due coltivatori vendono i loro poderi posti nella parrocchia di San Romolo a Campestri al vescovado. Lo stesso giorno li riottengono in locazione come coloni; in un caso per l’annuo canone di 13,5 staia di grano e una spalla di maiale (il podere era composto da ben 37 pezzi di terra), nell’altro per l’annuo canone di 16 soldi e una gallina.

(46) Il Vescovo di Firenze, Giovanni da Velletri, affitta per 13 staia di grano annui ad Aldibrandino, figlio del deceduto Bernardo di Casalino, alcuni terreni posti a Campestri costituiti da 307 pezzi di terra.

1222

(0) Viene ricordato un Rota di Brunetto di M.Giovi, signore di molti castelli.

Pagina del “Bullettone” (0) che cita Rota di Brunetto di M.Giovi

(0) Il procuratore delle Monache di S.Francesco al  Monti Sassi paga al cappellano di Antonio vescovo di Firenze una libbra di incenso dovuto per la sua mensa annua.

7) Rota di Brunetto dà in pegno al Vescovo di Firenze diverse delle sue proprietà.

(3) ROTI

Il possesso della famiglia Roti (o Ruoti) risale ai primi anni del 1200 ed è anteriore a quello dei Ghinazzi limitrofi. A difesa dei loro possedimenti erigono su le pendici di M.Giovi torri e fortezze. Dall’ubicazione di questi fortilizi prendono il nome di Roti da Campestri, da Ghireto e da Monte Giovi. Dei primi è presumibilmente la rocca a SE della chiesa. Inizialmente sono feudatari del Vescovo fiorentino. Un Rota di Chele forma una potente fazione di ribelli a cui si aggregano alcuni dei Risaliti, dei Donati e dei Morelli. Con l’aiuto di masnade dislocate ad Acone combatte e devasta le proprietà dei Guelfi fedeli al Comune di Firenze a Uliveta e San Cresci.

(7) La famiglia Roti ha origine e giurisdizione nel Popolo si S.Romolo a Campestri nel Piviere di S. Cresci contiguo a S.Martino a Scopeto. La famiglia è padrona assoluta di tutta quella zona e di altre aree vicine. Hanno vassalli e fedeli nei Castelli di Arliano, Pruneta, Montefugone, Rezzano, Castrogelato e Bracciolatico. Nel Popolo di San Romolo a Campestri si trova la loro famosa villa, con i diversi villaggi, terreni e torri. Il nome è dato da Rota di Brunetto (circa 1220).

La consorteria Roti, Risaliti e Morelli rimane sempre fedele ai Medici anche durante i turbolenti fatti che si svolgono a Firenze nel XV secolo.

Si ipotizza che i Risaliti e i Roti discendano dalla comune stirpe dei Morelli. E’ difficile datare la scissione Morelli-Roti forse individuabile con Brunetto padre di Rota. I Roti deriverebbero da quel ramo dei Morelli rimasto sempre nel Mugello senza trasferirsi a Firenze (a differenza dei Roti).

I Roti, benchè iscritti nella Cittadinanza Fiorentina non si stabiliscono a Firenze fino al XV secolo quando il potere dei Medici è diventato forte.

(47) L’imperatore Federico II concede agli Ubaldini la giurisdizione del Castello di Uliveta. Esistono già la Chiesa di S.Quirico a Uliveta, la Chiesa parrocchiale dei SS. Martino e Lucia di Uliveta annessa alla Chiesa di S.Romolo a Campestri.

(31) Il popolo di Borgo S.Lorenzo protesta contro il vescovo fiorentino per le sue ingerenze nella politica locale. La mediazione di Ubertino da Rabatta permette l’alternanza dei podestà: per tre anni verrà eletto dal popolo per gli altri tre dal vescovo.

Chiesa di San Romolo a Campestri

(31) Rinuccio della Tosa è il primo podestà popolare di Borgo S.Lorenzo.

(47) Nel Catalogo delle chiese fiorentine (12 giugno) appare la Chiesa di San Pietro a Pino Maggiore nel Piviere di S.Stefano a Botena.

1223

(58) Prima citazione del toponimo Cistio (Cischio: dal personale romano Acisculus)

1224

(3) La Pieve di S.Martino a Scopeto di proprietà di Uberto di Bernardo Adimari torna di nuovo al Vescovo fiorentino Giovanni da Velletri.

Oratorio di San Biagio nel Popolo di San Martino a Scopeto

(47) Bellincione Berti Adimari vende al Vescovo di Firenze Giovanni da Velletri le sue proprietà a Montaguto riservandosi il patronato della chiesa parrocchiale.

1226

(19) I Castelli di Monte Giovi, Monte Rotondo ed alcune rocche vicine di proprietà Guidi sono vendute a Giovanni da Velletri vescovo di Firenze assistito dai denari della Repubblica Fiorentina. Queste proprietà verranno successivamente utilizzate dai vescovi come ville estive.

(31) Il Vescovo fiorentino Giovanni da Velletri designa come podestà di Borgo S.Lorenzo Marzoppo di Rustichello.

(47) Gherardo Aldobrandino Adimari del fu Gherardo, a nome del vescovo di Firenze Giovanni da Velletri, acquista dai conti Guidi (Guido, Marcovaldo e Aghinolfo figli di Guido Guerra) il Castello di M.Aceraia.

(3) I vescovi fiorentini ricomprano dagli Adimari la Torre di Monterotondo che poi passerà ai Pazzi.

1227

(26) Il Vescovo di Firenze Giovanni da Velletri entra in possesso dei Castelli di M.Croce e M.Rotondo ex-proprietà dei Guidi.

1229

(33) La famiglia Girolami fonda a Montesassi un Convento di Clarisse (Monasterium S.Francisci Viculi Montis sasi). L’insediamento medievale di Montesassi segue a quello romano e a quello etrusco. Ma ancora in precedenza esisteva un insediamento megalitico di notevoli dimensioni purtroppo distrutto per ricavarne pietra da costruzione. Sembra che il doppio recinto di menhir si aprisse in direzione di un passo appenninico quasi ad indicare l’estrema antichità della viabilità nel vicchiese.

1230

(55) Nella corte di Monte di Croce una parte dei coloni si rifiuta di pagare il dazio al vescovo e vengono banditi dal podestà fiorentino.

1231

(3) Gli Ubaldini della Pila (tra essi Ugolino d’Azzo di Montaccianico ricordato nel Purgatorio di Dante) giurano fedeltà al Vescovo di Firenze.

(3) Il vescovo Ardingo visita la Chiesa di S.Cresci.

1231-1232

(55) Nella parrocchia di S.Andrea a Montegiovi giurano fedeltà al vescovo 16 uomini.

1232

(55) Il vescovo fiorentinono Ardingo degli Abadinghi impone il “dazio e la colletta fra gli uomini del Comune di San Cresci in Valcava fedeli del vescovado” per la somma di Lire 200. Poiché gli uomini di S.Cresci che giurarono fedeltà al vescovo nel 1232 sono 95, il dazio imposto ad ogni maschio adulto fu di circa 1 lira (20 soldi).

1239

(6) Ubaldino della Pila diviene podestà di Borgo San Lorenzo.

1250

(6) Il 13 dicembre muore in Puglia l’Imperatore Federico II. Di conseguenza si rinforza l’opposta fazione guelfa.

1251

(6) I ghibellini fiorentini sono costretti ad uscire dalla città chiedendo aiuto e alloggio ai ghibellini mugellani.

(3) Il Castello di Montefiesole passa dai Guidi a Giovanni da Velletri vescovo di Firenze.

1252

(3) La Chiesa di S.Maria a Fabbrica è proprietà della famiglia Aliotti (“nobili del Padule nel Mugello” e livellatari del Vescovo. (58) Il toponimo “Fabbrica” (ferriera) ricorre spesso nei territori dei conti Guidi, dove la lavorazione del ferro si concentrava, nel Mugello orientale. La produzione legata alle ferriere, a carattere locale e di origine etrusco-romana, aveva subito un forte impulso dopo il 1286.

(6) Gli Ubaldini occupano la Rocca di Montaccianico, fino allora proprietà del Comune di Firenze. Ne fanno la propria “capitale” grazie soprattutto ai fondi messi a disposizione dal loro consorte Cardinal Ottaviano Ubaldini.

Chiesa di Santa Maria a Fabbrica

(23) Dopo circa un quarto di secolo di lotte e contrasti, il Comune di Borgo S.Lorenzo acconsente a rinnovare il giuramento di fedeltà al vescovo fiorentino.

(33) Il vescovo di Firenze dà in beneficio agli Ubaldini del ramo Bettini (Alibrandino e Aliotto figli di Drudo e i rispettivi figli Sinibaldo e Catalano) i feudi al Cistio e Fabbrica.

1258

(2) La Pieve di San Cresci in Valcava è patronato dei Ghinazzi.

(47) Il vescovo Giovanni elegge il prete Spinello canonico cappellano della Chiesa di S.Maria a  Olmi.

1260

(11) La famiglia Medici, di probabile origine mugellana, inurbatasi molto presto, con Averardo, inizia un’opera di acquisti di terre in Mugello.

(31) Il 4 settembre si svolge la battaglia di Montaperti tra guelfi fiorentini e ghibellini senesi. I guelfi hanno la peggio e al termine della battaglia i vincitori raccolgono nell’accampamento dei fiorentini il documento successivamente denominato Libro di Montaperti e dal quale, oggi, apprendiamo che:

Avamposti fortificati e limite di influenza del Comune di Firenze nel 1250 ca. (da Scheggi (31) ridisegnato
  • Spugnole è la prima fortificazione costruita nel Mugello dai fiorentini.
  • In previsione della guerra con Siena il comune fiorentino ordina ai Capitani del Mugello di difendere la valle munendola di adeguate difese e fortificazioni. A questi uomini viene richiesto di rimanere in Mugello durante la guerra. Viene specificato il numero di armati che devono proteggere ognuna delle sette fortificazioni di avamposto, ovvero: Spugnole, Barberino, Galliano, Ascianello, Guinizzingo, Pulicciano e Capaccia.
  • Ascianello è un piccolo castello (oggi quasi scomparso) a nord di S.Agata eretto per la difesa del Passo dell’Osteria Bruciata.
  • Guizziningo è un castello che ha preso il nome dal suo padrone, Messer Guinizzingo da Barberino. L’edificio non esiste più ed era probabilmente da collocarsi nei pressi di località Gabbiano.
  • Spugnole, Barberino, Galliano e Pulicciano sono fortificazioni ubicate negli omonimi luoghi tutt’oggi esistenti.
  • Capaccia è un castello scomparso nei pressi dell’attuale S.Cassiano in Padule.
  • A Montalcino sono raccolte le riserve di cibo per l’esercito guelfo. Gli approvvigionamenti sono a cura dei popoli e chiese del contado in base alle loro disponibilità: Nel Plebato di San Cresci in Valcava il rettore del Popolo di S.Quirico, Nutus Ricoveri, versa 3 staia di grano e 7 staia di grano in nome del Popolo di S.Martino a Uliveta. Il rettore del Popolo di San Donato al Ceschio (Cistio), Ristorus f. Perini, versa 18 staia di grano sotto, fa da garante Iacobus del fu Benzi. Il rettore del Popolo di S.Maria a Fabbrica, Amadure f. Ugolini, versa 3 staia di grano, fa da garante Iacubus del fu Benzi. Il rettore del Popolo di S.Romolo a Campestri, Guido f. Beni, versa 7 staia di grano, fa da garante Spilliatus del fu Rinieri.
  • Lapus f. Cambi garantisce 3 staia di grano a nome del Monastero di S.Maria a Bovino.
  • Il Presbitero Tomasus garantisce 18 staia di grano a nome della Pieve di S.Martino a Viminiccio. La Pieve di S.Cresci versa 2 moggi di grano.
  • Un Ubaldinus di Vichio è tra gli uomini incaricati alla custodia in battaglia del Carroccio, simbolo dell’autonomia comunale (N.d.r. E’ presumibile che Ubaldino sia rimasto eroicamente ucciso in quanto le fanterie comunali di Firenze si fecero massacrare intorno al carroccio per consentire alla cavalleria di ricostituirsi e tornare all’attacco, ma il sacrificio fu inutile in quanto le forze guelfe non riuscirono nella manovra controffensiva).
  • Nel 1250 il Plebatus Sancti Cresci de Valcava è così costituito:
  • Comunis de Monteceraio, Populorum Sancti Stephani, Sancti Micchaelis et Sancti Zani.
  • Populi Sancti Romuli de Campestri.
  • Populi Sancte Marie de Fabrica
  • Populi Sancti Donati de Cischio
  • Populi Sancti Martini et Sancti Quirici de Uliveta
  • La sconfitta di Montaperti conduce a inevitabili ritorsioni sulla fazione guelfa da parte dei ghibellini vincitori. A Firenze e nel contado furono distrutte case, paesi, torri e castelli appartenuti alle famiglie che si erano schierate con la fazione sconfitta.
  • Il ritorno al potere dei ghibellini a Firenze favorisce le sorti degli Ubaldini che ottengono incarichi di prestigio nel Comune ed anche nel Papato. Questo fino al 1269 quando i guelfi si riprenderanno definitivamente il potere e gli Ubaldini rientreranno nei loro feudi appennnici.
Teca dell’olio santo nella Chiesa di San Romolo a Campestri

1266

(47) Il vescovo di Firenze Giovanni da Velletri compra M.Rotondo, M.Giovi, Galiga, M.di Croce dai Conti Guidi. Mediatore del vescovo è Aldobrando degli Adimari, suo sindaco.

1267

(31) Con la sconfitta ghibellina di Colle Val d’Elsa si ristabilisce la supremazia guelfa in Firenze e in tutta la Toscana.

1268

(43) I ghibellini, tra i quali la famiglia Cattani alleata degli Ubaldini, vengono nuovamente cacciati da Firenze.

1269

(2)  La Chiesa di S.Maria a Bovino viene affittata agli Adimari (47) dall’abate di S.Miniato al Monte.

1273

(6) Muore Ottaviano Ubaldini. Pare che a Roma nell’occasione sia emanata una legge per la quale da lì in avanti non vengano più nominati cardinali della famiglia Ubaldini.

Il Vescovo di Firenze, per opporsi alla crescente potenza del comune cittadino, elegge dei podestà nei diversi luoghi della propria giurisdizione mugellana. Anche San Cresci in Valcava diviene residenza di podestà con ampia giurisdizione anche sul lato nord della Sieve.

(44) Borgo S.Lorenzo, ribellandosi all’autorità dei vescovi fiorentini si proclama Comune.

1274

(26) La Chiesa di S.Ansano (o S.Sano) è una delle poche della zona che appare nella decima di quell’anno.

Chiesa di Sant’Ansano

1276

(26) Il Vescovo di Firenze è patrono della Pieve di S. Felicita a Faltona.

1280

(3) Un Guido, rettore di S.Maria a Vicoferaldi è anche priore di S.Maria a Olmi.

Chiesa di Santa Maria a Vicoferaldi

(54) Vengono aggiunte due cappelle laterali alla Chiesa di S.Maria a Olmi.

1288

(19) In questo tempo la Chiesa di S.Andrea a M.Giovi risulta distrutta ma sottoposta al Piviere di San Cresci. Ciò è confermato da un manoscritto dove il rappresentante del vescovo fiorentino Andrea dà in affitto a tal Mazza del fu Benvenuto del popolo di S.Martino in Valcava, un pezzo di terra con castagneto e bosco in luogo detto Monte Giovi.

1289

(6) Il vescovo Andrea Mozzi effettua delle ritorsioni sulla comunità di San Cresci colpevole di non rispettare i giuramenti. Vengono scomunicati alcuni popolani mentre ai Ghinazzi viene imposto di non erigere fabbriche più alte di 8 braccia.

(11) Il 6 agosto, per sconfiggere e sottomettere Ubaldini e Guidi, la Repubblica mette in atto una serie di provvedimenti destinati a colpire i vari feudatari mugellani direttamente nei loro possessi. Firenze emana leggi tra le quali quella sulla «liberazione dei servi della gleba».

(31) Una delegazione di 200 mugellani si reca a Firenze per denunciare il tentativo dei canonici di vendere loro territori agli Ubaldini. Chiedono al Comune 2300 lire per poterli acquistare loro.

(55) Il 6 agosto viene promulgata la legge che vieta la vendita dei coloni nel contado fiorentino ma non il fenomeno del colonato in se stesso. Ciò riduce notevolmente gli effetti della Legge che però può in qualche modo essere aggirata dai nobili rurali come gli Ubaldini. Dopo questa data, in ogni caso, scompaiono le qualifiche di colonus e fidelis e tutti i coltivatori divengono concessionari; a San Cresci in Valcava p.e. su 116 concessionari soltanto uno è definito accidentalmente fidelis, mentre così erano stati tutti definiti nei vecchi registri i precedenti lavoratori.

1290

(6) Il Vescovo ha difficoltà a governare i territori mugellani e vende al Comune di Firenze il paese di Borgo San Lorenzo con le vicine corti.

(47) In un documento relativo alla parrocchia di S.Maria a Montefloscoli datato 20 febbraio si riferisce una provvisione,  deliberata dalla Signoria di Firenze, con la quale viene nominato e autorizzato un sindaco della Repubblica a poter spendere la somma di 3000 fiorini per acquistare dal vescovo e dal capitolo fiorentino i diritti reali e personali, gli affitti, i servigi, le albergarie, ogni fedeltà e gius di colonìa, che il clero e preside fiorentino avevano sopra gli uomini di molte ville, terre e castella del Mugello; fra le quali le terre di Pulicciano, le ville di Ronta, di Fabiano, di Molezzano, di Piazzano, le corti di Borgo S.Lorenzo, di Santa Maria di Montefloscoli e di altri posti in Val di Sieve.

Chiesa di Santa Maria a Montefloscoli

1291

(6) Nella sua politica espansionistica nel Mugello, Firenze dichiara guerra ai conti Guidi e assedia Ampinana. Il castello viene distrutto sino alle fondamenta.

1292

(22) Firenze compra dal Conte Manfredi figlio di Guido Novello dei conti Guidi la Rocca di Ampinana.

(3) Si ha la memoria più antica della Chiesa di S.Martino, poi S.Margherita a Valicava sul colle vicino a Vitignano. Vi era allora un prete Bene.

1293

(46) Il Ch.mo Ranieri di Casavecchia, Sindaco del Signor Vescovo di Firenze Andrea, affitta a Corso, figlio di Forte, del Popolo di S.Romolo a Campestri, un pezzo di terra in luogo detto il “Trebbio” nel detto popolo.

(47) Il 20 aprile la Chiesa di S.Andrea a M.Giovi viene raccomandata dal vescovo Andrea.

1295

(6) Firenze interviene negli affari interni di Dicomano al fine di assumerne il dominio. Inoltre, l’8 febbraio, decreta la costruzione di un ponte sulla Sieve di fronte a Montesassi (Ponte a Vicchio).

Ponte a Vicchio

A Firenze riprendono gli scontri tra Guelfi e Ghibellini; quest’ultimi hanno la peggio e vengono di nuovo banditi dalla città.

1297

(24) Il 7 novembre, su richiesta del rettore della Chiesa di Santa Maria a Bovino, viene costruito un ponte in legno sulla Sieve in sostituzione di quello molto antico in pietra distrutto dalla piena; lo stanziamento di 150 lire viene suddiviso tra i popoli vicini. Fino ad allora la strada “bolognese” transitava dal Mugello percorrendo il lato destro della Sieve; agli inizi del trecento aveva già perso molta importanza e nel 1427 sarà declassata a strata vechia.

(31) La ricostruzione del ponte in legno consente a Firenze di allargare la propria zona di influenza a Dicomano.

1298

(2) Si fa menzione per la prima volta della Prioria di San Donato al Cischio (Cistio) in un atto rogato a Fiesole.

(46) Il Vescovo di Firenze eredita da Donato Bertacchi una tenuta e beni posti in località Fonte Fredda a Campestri.

(47) Il 26 aprile il Prete Azzolino da Acone viene investito dal vescovo di Firenze Andrea patrono della Chiesa di S.Maria a Olmi)

(55) Nonostante la legge del 1289 due coltivatori confessano di “tenere per il vescovado un pezzo di terra posto nel Popolo di S.Cresci in Valcava” riconoscendo di “essere per detto pezzo di terra fedeli del detto vescovado” e promettono di pagare ogni anno di fitto perpetuo, in agosto, 8 staia di grano. Alla fine del XIII secolo i redditi del vescovado per alcune zone di nostro interesse erano le seguenti:

PARROCCHIA DI S.ANDREA A GRICIGNANO – Su 7 censuari, 5 sono tenuti a canoni di spelta (da 1 a 7 staia), 2 alla decima di tutti i frutti del loro podere.

VILLA DI OLMI – I 3 censuari sono tenuti rispettivamente a 1 barile di vino e 2,5 denari, 1 orcio d’olio e la stessa somma di denaro, 1 staio decimale di grano.

MONTE GIOVI – I emigrato a Firenze paga 1,5 staia di grano  per alcuni pezzi di terra in locazione venticinquennale.

S.ROMOLO A CAMPESTRI – Tre fratelli emigrati a Firenze per il loro podere devono 8 soldi ai quali si aggiungono 18 denari per “la loro stima di tre spalle di carne di porco”; quest’ultima quota è anche quella dovuta ad altri 15 censuari di Campestri.

POPOLO DI S.MARTINO A OLMETA IN VALCAVA – “Comune e uomini” devono “per l’uso della selva di M.Giovi” 7 staia di “annona”, 7 pollastri e 100 uova.

VILLA DI CASELLINO IN VALCAVA – “Comune e uomini” devono per l’uso della stessa selva 3 spalle di carne di maiale.

1299

(6) Viene ricordata per la prima volta S.Cassiano in Padule che, insieme a S. Pietro in Padule e San Cresci in Valcava sono di patronato vescovile. Sui monti circostanti l’ordinario fiorentino possiede torri e castelli e fa la sua villeggiatura autunnale nella Rocca di Monterotondo.

(47) Tano di Castello, insieme ad altri Ubaldini, giura fedeltà al vescovo di Firenze dalla Rocca di Lutiano.

~1300

(6) A sud della Sieve, nel mezzo dei boschi, spiccano le rocche di Lutiano Vecchio (sull’attuale Via Faentina, 1 km prima del bivio per Sagginale), Montazzi (sul poggiolo tra i Torrenti Fistona e Strulla al limite con la piana mugellana), Monte Rinaldi (circa 800 m a SSE di S.Cresci) e Monterotondo (circa 3 km ad W di Monte Giovi, sulla stessa catena).

Fienile a Montazzi

(6) Da segnalare la strada che dall’Uccellatoio, attraversa la Val di Carza, Galliano, lo Stale e Pietramala per giungere in Romagna.

Barberino è in mano ai Cattani. Dicomano, Londa e San Godenzo ai Guidi.

(12) Nel XIV secolo il fonte battesimale viene concesso anche alle chiese parrocchiali più importanti. Il fenomeno è però minimo in Toscana e Pianura Padana per cui le pievi mantengono ancora qualche loro importanza.

Si sviluppano le cittadine borghigiane con un’ulteriore perdita di identità delle pievi rurali.

(3) Viene costruita la Chiesa di S.Maria a Monti succeduta ad una più antica S.Martino a Monti in luogo Poggio ai Monti presso Faltona.

1300

(46) Tignoso Mangioni e sua sorella Fiore del Popolo di S.Romolo a Campestri sono riconosciuti debitori del Vescovo per l’affitto perpetuo annuo dei loro poderi pari a 2 staia di grano.

Campestri

1302

(46) Ricco Stoldi di Fonte Fredda a Campestri si impegna a pagare al Vescovo di Firenze un affitto di 4 staia di grano l’anno.

(55) Lapo di Messer Neri dei Visdomini, la cui famiglia amministra i beni del vescovo durante le sue vacanze, compra due poderi da due fratelli coloni della Pieve di Valcava.

1303

(6) I fuoriusciti Ghibellini con altri ribelli romagnoli  (54) con a capo il forlivese Scarpetta degli Odescalchi) scendono nel Mugello con l’appoggio degli Ubaldini. Si impadroniscono di Borgo San Lorenzo e successivamente provano a prendere il Castello di Pullicciano. Firenze reagisce e si riprende Borgo e Pullicciano. Gli Ubaldini vengono condannati per la loro implicazione nei fatti.

(2) Si fa menzione in un rogito redatto ad Ampinana di un’appartenenza di un certo Campestri de Ghinazzi de Mucello che conferma la presenza della famiglia Ghinazzi nella zona di Campestri.

1304

(6) Tutti i nemici di Firenze (fuoriusciti ghibellini, Ubaldini, Guidi ed i rappresentanti delle città di Bologna, Arezzo, Pisa e Pistoia) si riuniscono a San Godenzo per organizzare la presa di Firenze. Tra i Ghibellini troviamo anche Dante Alighieri. Il 22 luglio avviene l’attacco che però fallisce per il mancato rispetto dei piani da parte di una fazione alleata. La reazione di Firenze è terribile sia in città che nel contado verso tutti coloro che in qualche modo hanno aderito al golpe.

(10) Gli Ubaldini sono legati ai marchesi di Canossa con i quali si spartiscono un ingente patrimonio fondiario fra Santerno, Reno e Savio. Agli Ubaldini tocca il Mugello e le alte valli del Santerno e del Sillaro rafforzando così il loro precedenti possessi. La loro forza deriva dal controllo delle vie appenniniche di comunicazione e l’imposizione di diritti di passaggio.

(19) Il 5 gennaio Messer Lottieri della Tosa, Vescovo di Firenze, trovandosi in villa estiva a Monte Rotondo, deputa la proprietà alle Monache di Santa Felicita di Firenze.

(19) Il 2 ottobre Monte Rotondo viene messo a sacco per una ribellione guidata dai membri della famiglia Falconieri.

(47) Il 4 settembre il vescovo Lottieri, residente momentaneamente nel Castello di M.Rotondo, concede alle monache di S.Pier Maggiore di potersi recare in parlatorio per “confabulare con persone secolari” per interessi del monastero medesimo.

1305

(26) La Pieve di S.Felicita a Faltona è una Collegiata il cui pievano appartiene alla famiglia Ubaldini.

1306

(6) (22) Viene assediato per tre mesi il Castello di Montaccianico. Gli Ubaldini si salvano in cambio della vendita del castello a Firenze per 15.000 fiorini d’oro. Montaccianico viene distrutto in modo tale da non poter più essere ricostruito. Per controbattere ed isolare definitivamente gli Ubaldini dal Mugello e dalla valle del Santerno vengono progettati (29 aprile) due nuovi insediamenti: San Barnaba (Scarperia) e Firenzuola. Inizia la lenta ma inesorabile decadenza degli Ubaldini.

(7) E’ probabile che all’assedio di Montaccianico partecipi anche la coalizione costituita da Roti, Morelli, Risaliti e Donati.

(6) Firenze costituisce una nuova lega sotto la guida del Capitano della Repubblica formata da Scarperia, S.Piero a Sieve e Borgo S.Lorenzo che viene diviso in “Opere”: quella dei Lombardi, di Rabatta, di Ripa e Lutiano, degli Scali, d’Olmi e di Montazzi.

(44) Il 6 settembre i fiorentini fondano Firenzuola.

1308

(22) In un accordo del gennaio gli Ubaldini, che si impegnano a risiedere a Firenze, garantiscono il libero passaggio di merci e mercanti nelle loro residue terre in Mugello.

(50) Dalla fortificazione di un preesistente villaggio (Viculus) nasce una “terra nuova” denominata Vicchio nella quale confluirono sia gli abitanti dei vecchi castellari che quelli delle campagne circostanti.

(3) In una lettera dell’11 gennaio del Podestà Petrus Ugolini De Bittonio rivolta ai comuni e pivieri circostanti si invitano gli abitanti alla costruzione del Castello di Vicchio. A tale scopo vengono nominati Ufficiali per sovrintendere l’intervento che però non possono obbligare nessuno alla partecipazione.

1310

(6) Viene ordinato ai Capitani delle Leghe di vigilare sugli Ubaldini per impedire loro il raccolto del grano nei loro ex possedimenti. Inizia anche l’espansionismo di Firenze verso le terre dei Guidi a sud della Sieve. Intanto il Vescovo rimane padrone sui monti a mezzogiorno con il Castellare di Monterotondo sempre sua residenza estiva.

(22) Viene deciso di mutare il tracciato della Firenze-Bologna. Si abbandona la strada che passava da Montaccianico-Passo dell’Osteria Bruciata per percorrere adesso il tratto Scarperia-Passo del Giogo.

1312

(22) Per coordinare le sue azioni nel Mugello, Firenze nomina Gottifredo della Tosa come suo Vicario in Mugello.

(54) Alla venuta di Arrigo (Enrico) VII di Lussemburgo, chiamato da papa Clemente V per porre fine alle lotte tra Guelfi e Ghibellini, gli Ubaldini rientrano a Borgo S.Lorenzo.

(43) I Cattani, banditi dai territori fiorentini dalla controparte guelfa, abbandonano la loro villa di S.Cresci e si rifugiano dagli Ubaldini di Tirli. I potenti Cattani, oltre a S.Cresci, hanno proprietà anche a Campestri, Cistio e Uliveta.

1313

(47) Il 5 luglio la Chiesa di S.Andrea a M.Giovi, momentaneamente vacante di rettore, viene conferita al prete Santi dal Vescovo Antonio di Firenze.

1314

(22) In una lettera ”circolare” del Comune fiorentino ai Popoli del Mugello sotto la propria giurisdizione si rammenta l’obbedienza al Vicario di Firenze  ma nello stesso tempo anche a prestare i consueti servizi al Conte Guidone Novello.

1318

(2) Naddo da Lutiano con 50 masnadieri accorre a Ferrara in appoggio alla famiglia dei Signorelli in lotta contro il Marchese d’Este. Sconfitti tornano a Lutiano con i Signorelli che rimarranno loro ospiti per 5 anni.

(11) I Medici terminano un’imponente serie di acquisti (in un arco di tempo di circa 60 anni) di poderi, terre e boschi a Cafaggiolo, Villanova, Campiano, S. Piero a Sieve, S. Giovanni in Petroio, che costituiscono una sorta di «feudo» sui generis, data la loro matrice cittadina e popolana.

Villa medicea di Cafaggiolo
Chiesa di San Giovanni in Petrojo

1319

(47) Il 10 maggio il vescovo Antonio di Firenze conferisce la Chiesa di S.Andrea a M.Giovi a Ser Forte Nocchi di Calenzano.

(47) Il 16 febbraio il sindaco del Comune di M.Aceraia riconosce la proprietà del monte e della selva di M.Rotondo ai vescovi di Firenze ed impone che a quelle foreste non venga arrecato nessun danno.

1320

(46) Il Sindaco dell’Episcopato Fiorentino affitta a Gino Ristori (detto Segolino) del Popolo di San Romolo a Campestri un pezzo di terra in località “Cortine” per 3 mine di grano annue.

(46) Nicola Nelli di Orticaria risulta debitore del Vescovo di un cappone e di una spatola di carne porcina per l’affitto di possedimenti nel Popolo di San Romolo a Campestri.

Frontale di camino nella Canonica della Chiesa di San Romolo a Campestri

(3) Le proprietà di Montaguto tornano agli Adimari.

~1320

(22) Il Comune di Firenze, in relazione alla “circolare” del 1314 toglie ai Guidi i residui diritti feudali nei confronti della popolazione.

(37) La Pieve di San Cresci in Valcava diviene Collegiata e meta di continui pellegrinaggi.

(47) Gli Adimari vengono condannati dalla repubblica fiorentina per essersi rifiutati di consegnare il Castello di Monteautolo.

 1321

(46) Matteo Andrea, Sindaco dell’Episcopato Fiorentino, affitta al Presbitero Ricco, Rettore della Chiesa di S.Romolo a Campestri, terreni e casa per 6 staia di grano l’anno.

(55) L’Esecutore degli Ordinamenti di Giustizia del Comune di Firenze invia nel piviere di Valcava un nunzio per restaurare nel possesso di “certi beni” due censuari del vescovado che si dicono “spogliati di detti beni”.

1323

(7) Il Vescovo feudatario cede a Rota di Scherano alcuni terreni a Bracciolatico.

1324

(6) Nel mese di ottobre iniziano i lavori per una terra nuova: Vicchio. Ciò è reso necessario dopo la rovina di Ampinana per contrastare i Guidi. Il castello viene costruito nei latifondi di proprietà del Vescovo e della famiglia dei Fighinelli. E’ munito di torri in ogni angolo con due porte sormontate da torri con pianta esagonale. Ha una piazza centrale e tutti i nassi di autodifesa. Successivamente viene fornito di altre quattro torri per incutere soggezione ai Guidi. Viene addirittura legiferato che nessun abitante del Mugello contragga matrimonio con un membro di quella famiglia: pena 400 fiorini d’oro.

(33) La zona di Montesassi è territorio strategico in quanto zona di confine fra popoli (S.Biagio a Montesassi), feudi (Guidi di Montesassi) e, successivamente, tra comuni (Montesassi).

(26) Il fortilizio di Spugnole appartiene alla Repubblica Fiorentina.

1325

(22) Approfittando dello sbandamento delle milizie fiorentine sconfitte ad Altopascio da Castruccio Castracani, Ugo figlio di Ugo di Battifolle, si riprende 5 popoli vicino ad Ampinana.

1328

(58) Pacino, parroco della Chiesa di Santa Maria ad Olmi, prende in affitto dagli Ubaldini alcune terre al Cistio.

1329

(22) Il 15 luglio Firenze si riprende militarmente i popoli vicino Ampinana ed esenta i medesimi dai contributi che essi avrebbero dovuto versare a Firenze nei 5 anni precedenti sotto il dominio dei Conti Guidi.

(45) Al Cistio ci sono almeno due notai:

  • Ser Donato di Zucchero (figlio di Zucchero Bencivenni)
  • Ser Antonio
Cappella della Compagnia nel Castello del Cistio

1330

(22) I messi, per raggiungere il Mugello da Firenze, utilizzano la strada quarta-decima dicta Sancti Galli con il seguente percorso: Planus Mugnonis, Fiesole, Ulmi, Viterete, Salaiula, Scopetinus, Sagginale, Burgo Sancti Laurenzi, Rabatta, Sanctus Iohannes maior, Lucus, Mercatale ad Vicchium, Razaiuolus, Gattaia, Casallia et Ampinana.

Gli Alberi sulla “quarta-Decima dicta Sancti Galli” (via Faventina)

1332

(9) Nel contado di giurisdizione del vescovo di Fiesole si costituisce la Lega di Diacceto.

(11) Viene fondata la “terra” di Firenzuola.

(51) Con la fondazione di Firenzuola nasce la necessità di collegarla all’esistente Scarperia. Nasce una nuova strada “Maestra” che valica il Passo del Giogo e, dopo Firenzuola, si collega a Bologna. Per quanto riguarda il versante mugellano il percorso risulta il seguente: Scarperia, S.Piero a Sieve, Tagliaferro, Vaglia, l’Uccellatoio, Trespiano, Firenze.

(23) La Lega del Borgo S.Lorenzo è costituita  dai seguenti comuni: Borgo S.Lorenzo, Culcelli e villa, Pulicciano, Luco e Filanchino, S.Giovanni Maggiore, S.Michele e S.Martino a Figliano, Grezzano, M.Aceraia; e dai seguenti popoli: S.Felicita a Larciano, S.Maria a Cardetole, S.Andrea a M.Giovi, S.Clemente a Montecaroso, S. Bartolo a Tassaglia e Abbazia di Buonsollazzo, S.Niccolò della Pila, S.Donato a Polcanto, S.Martino a Monti, S.Romolo a Bivigliano, S.Cresci a Valcava, S.Martino a Valcava.

Chiesa di San Michele a Figliano

(26) Il Popolo di Santa Maria a Monti è incluso fra quelli componenti la lega di Borgo S.Lorenzo

1333

(6) Grande alluvione con ingenti danni nel Mugello. Da Dicomano alla Calvana si ricostituisce parzialmente il vecchio lago pliocenico. Crolla il ponte sulla Sieve a Borgo S.Lorenzo.

1334

(11) Morello di Calandro è Console dell’Arte della Lana a Firenze. I Morelli si affermano nell’arte della lana fino dal 1200 e si impongono come grandi mercanti del 1300.

(44) I Guidi cedono ai fiorentini S.Godenzo che viene inserito nel vicariato di Scarperia.

1335

(6) Il 15 maggio si registra nel Mugello un devastante terremoto. Una grossa frana si stacca dal Falterona e finisce nel Comano per quattro miglia. Viene seppellito il villaggio di Castagno.

1336

(2) Muore ser Tano da Lutiano.

1337

(6) Viene ricostruito (47) in legno il ponte sulla Sieve a Borgo S.Lorenzo distrutto dall’alluvione quattro anni prima.

1338

(6) I Bardi comprano il Castello di Dicomano.

1340

(6) Nonostante le precedenti pesanti sconfitte, Guidi e Ubaldini non sono ancora sottomessi. Insieme ai Bardi di Mugello tentano ancora una volta di rovesciare il Comune di Firenze.


1342

(6) Aiutati dal signore di Milano, Luchino Visconti, gli Ubaldini assediano Firenzuola e la incendiano. In breve tempo la Repubblica di Firenze riconquista Firenzuola e la riedifica.

1343

(6) Situazione nel Mugello: il territorio è diviso in due “quartieri”: S.Maria Novella e S.Giovanni. A quest’ultimo si trovano aggregati S.Cresci, Borgo San Lorenzo e le sue opere, etc.

1345

(6) Nuova alluvione che azzera i raccolti.

1346

(6) Grave carestia che fa abbandonare le terre ai contadini. Micidiale contagio dovuto alla peste.

1347

(33) A Sagginale vive Lasso di Martinocco, marito di Lucia figlia di Giotto.

La fornace di terrecotte a Sagginale

(47) Il 27 luglio, per provvisione della Signoria, viene rifatto in legno il ponte sulla Sieve a Borgo S.Lorenzo.

1349

(6) Il contagio della peste ha termine. Approfittando delle terre lasciate abbandonate, gli Ubaldini si danno al saccheggio. I fiorentini reagiscono e assediano il Castello di Montegemoli sull’Alpe. Gli Ubaldini vengono nuovamente banditi dal Mugello.

(6) Giovanni Visconti succede al fratello Luchino. Nella sua politica di espansione in Toscana convoca una dieta a Milano per invadere i territori della Repubblica fiorentina. Tra i partecipanti-alleati troviamo gli Ubaldini.

(N.d.A) Giovanni Boccaccio inizia a scrivere il Decameron. Nella settima novella della seconda giornata cita la Pieve di San Cresci in Valcava quale tappa italiana di Alatiel, figlia del sultano di Babilonia, nel suo fantastico viaggio colmo di peripezie nelle terre mediterranee.

~1350

(4) Questa data è da considerarsi indicativamente il termine del periodo di maggior disboscamento. Anche in relazione alle recenti carestia e peste assistiamo all’abbandono delle terre mugellane. Va tenuto conto che nel Mugello la popolazione di inizio 1300 è paragonabile a quella che si raggiungerà a fine 1700. E’ in questo periodo che inizia e si consolida il processo di appoderamento progressivo che durerà fino a tutto 1800.

1350

(47) Nell’ambito della guerra contro l’oste milanese, la Signoria ordina che il Castello di M.Giovi venga munito e guardato da un presidio delle sue genti armate.

1351

(54) I fiorentini cingono di mura l’abitato di Borgo S.Lorenzo.

Porta fiorentina a Borgo San Lorenzo

(6) Giovanni d’Oleggio, capitano dell’arcivescovo milanese, scende in Toscana. Verificata l’impossibilità di prendere la città di Firenze, l’11 agosto invade il Mugello. Prende Barberino, Latera, Galliano e altri centri minori. Il 20 agosto inizia l’assedio di Scarperia che all’epoca è un piccolo castello. L’assedio dura 55 giorni e vede il fallimento di tre attacchi diretti. Il 16 ottobre il d’Oleggio si ritira.

(6) Durante l’assedio di Scarperia il Comune di Firenze rafforza le rocche fedeli di Spugnole e Monte Giovi per difendere le contrade a sud della Sieve.

(44) Gli Ubaldini, con l’appoggio delle truppe del Visconti, distruggono nuovamente Firenzuola.

(47) Il fortilizio di Spugnole viene rinforzato dalla Repubblica Fiorentina (Dieci di Balia) in occasione della penetrazione nel Mugello delle truppe del Visconti.

(62) La zona di Montazzi viene conquistata dai guelfi bianchi fiorentini a scapito degli Ubaldini (ghibellini). Il nucleo abitativo viene circondato da mura dalla famiglia dominante: i Giraldi.

1353

(3) Proprietà del Vescovo fiorentino è il “castellaccio” di Barbiana. Egli riscuote dagli abitanti circostanti l’usufrutto della selva di M.Giovi.

“Castellaccio” di Barbiana

(47) Il 10 febbraio il Vescovo Giovanni da Velletri elegge Guido di Aldobrandino dè Visdomini di Firenze potestà di M.Croce, M.Fiesole, Pieve Vecchia, Vico, S.Cresci in Valcava, M.Rinaldi, M.Giovi, etc.

1355

(22) Nel più ampio disegno della politica fiorentina nel contado, viene formata la Lega di Vicchio con 34 popoli, 1 comune, 1 villa compresi nei 5 pivieri di S.Stefano a Botena, S.Cassiano in Padule, S.Martino in Viminiccio, S.Cresci in Valcava e Dicomano. La Lega di Borgo S.Lorenzo è invece costituita da 11 popoli, 9 comuni compresi nei 3 pivieri di S.Felicita a Larciano, S.Giovanni Maggiore e S.Cresci in Valcava

1356

(3) In località Poggetto a ovest della Corolla vi era una torre nobiliare abitata da un Domenico da Poggio avverso ai Roti e ai Risaliti.

(3) Una masnada costituita da membri delle famiglie Roti, Risaliti, Donati e Morelli abbatte una torre difensiva dei Gondi a S.Margherita al Cistio e attacca una villa dei Giannini. Si tratta della Villa delle Selve (oggi Il Palagio) nel Popolo di S.Quirico a Uliveta.

Il Palagio di San Quirico a Uliveta

(7) I Morelli sono in coalizione con i Roti, Risaliti e Donati contro gli Adimari. I primi fanno parte dei Guelfi Bianchi ovvero di quelle ricche famiglie guelfe aperte alle tradizioni popolari e che perseguono una certa indipendenza politica dal Papa, i secondi appartengono al gruppo di famiglie più potenti di Firenze schierati con i Guelfi Neri.

L’11 maggio Rota di Chele, Francesco di Tura e Salvestro Teri firmano un trattato con Ghigna Donati, Duccio Risaliti a altri sbandati contro gli Adimari. Si ritrovano a casa di Rota e da lì scendono al Cistio per saccheggiare e bruciare la Villa degli Adimari. Il Rota mette a disposizione alcune bestie per trasportare ad Acone i beni saccheggiati. Viene inoltre bruciata la casa di Panino che si trova entro la villa del Cistio; per assaltare la casa sono fabbricate delle scale a casa del Rota. Nello stesso anno il Rota fa bruciare da Giannotto fratello di Duccio e da Mozzo d’Acone un’altra casa di Panino alle Selvi. La distruzione del Castello del Cistio porta alla denuncia immediata alla Signoria di Firenze. Ma tanto è il peso politico delle tre famiglie che la denunzia non viene mai presentata, come si legge in una ridicola giustificazione esposta dal Rettore della Repubblica con la giurisdizione del Cistio. Pare che venga affossata un’ulteriore denuncia di un certo Francesco Giannini per un incendio alla sua casa nel Piviere di S.Cresci da addebitarsi sempre ai medesimi consorti. In ogni caso questi atti vandalici non sono da vedersi come mere furterie bensì da inserirsi nelle rivalità politiche tra Bianchi e Neri.

(24) Rota figlio di Chele, signore di molti castelli e fedeli, fa lega con Francescone di Tura, Salvestro Teri, Guigna Donati ed il fratello Duccio e assalta la terra del Cistio con 400 armati. Dopo averla conquistata la lascia in preda alle masnade che rubano e mettono a ferro e fuoco il Cistio; viene arsa una casa alle Selve di tal Panino, mentre dalla bottega di Getto a S.Donato al Cistio vengono rubate 2 corazze, maglie di ferro e una spada.

(3) Nell’ambito di quanto sopra, un certo Cenni di Ghetto penetra nella Torre di Valicava che Simone di Geri dè Gondi (famiglia avversa ai Roti e Risaliti)) aveva edificato appena un mese prima a protezione dei suoi recenti beni acquistati nel Piviere di S.Cresci in Valcava, tra quali Villa La Quiete. Inoltre Giannotto, fratello di Duccio Risaliti, e Mozzo d’Acone danneggiano le case dei Giannini in località Le Selve nel Popolo di Uliveta.

1357

(6) L’Italia è invasa dalle compagnie di ventura. Nel Mugello arriva quella del Conte Corrado Virtinguer di Landau di Svezia meglio conosciuto come Conte Lando. Esso scorrazza per la valle provocando gravi danni per gli abitanti. Alla fine della sua epopea si rifugia prima a Dicomano e successivamente (1358) a Vicchio prima di rientrare definitivamente in Romagna.

(18) Firenze si annette le contee già dei Conti Guidi di Belforte e Pozzo vicine a Dicomano.

(3) Pievano di S.Cresci in Valcava è messer Filippo De Rossi di Parma.

1358

(22) Il Conte Lando abbandona Dicomano e si rifugia a Vicchio. Qui rimane un giorno e una notte e poi, constatando la superiorità dell’esercito fiorentino guidato da Ghisello degli Ubaldini che si sta avvicinando, abbandona il paese verso il Passo dello Stale e Imola.

1361

(6) Iniziano i lavori della nuova strada Scarperia-Firenzuola che declassano la vecchia controllata dagli Ubaldini e che passa da S.Agata e Galliano. La nuova strada è denominata “Postale Bolognese” con osteria al passo del Giogo e favorisce gli scambi commerciali tra Firenze e Bologna.

Chiamati in Italia dai Pisani in conflitto con i Fiorentini giungono i mercenari della compagnia di ventura “Bianca” composta da inglesi e capitanata da John Hawkwood (Giovanni Acuto).

1362

(7) Nel testamento di Giannotto di Zanobi Risaliti redatto il 5 aprile risultano eredi diverse persone del Cistio e di Campestri, probabilmente parenti. Alla morte della sorella Selvaggia la medesima lascia la sua eredità metà a Geri di S.Gherardo e ai suoi figli e l’altra metà a Rota di Chele Roti di Campestri. Tutto questo conferma una triplice consorteria derivata dalla preesistente probabile parentela tra Roti e Risaliti.

1363

(3) Cambio di Giovanni Cambiuzzi è pievano della Chiesa di S.Felicita a Faltona.

Da sinistra a destra: Pieve di Santa Felicita a Faltona (1016), Oratorio della Compagnia della SS.Annunziata (1730), Teatrino (1936)

1364

(2) Lorenzo da Lutiano fortifica il Palagio (La Rocca di Lutiano) sostenendo le seguenti spese: “Per 12 staia di Grano, lire 13, e soldi 4; per cocitura di Pane, lire 1; per 5 some di Vino, lire 10; per 60 libbre di Aguti lire 10; per Bandelle, Chiavarde, e simili, lire 10; per Cordelle, e Funi; per Calcina, Mattoni e Tegoli; per Carne secca, per Cacio, per Carne fresca; per Agli, Spezie, Uova, e simili; per asse; per 10 opere di Manovali; per 30 opere di Maestri; per 1 Balestra; per 150 Verrettoni (cioè Aguti) grossi; e minuti, lire 14; per 2 Bombarde fornite d’avantaggio, lire 15; per vettura di 3 some d’Arme portate in Mugello, lire 1, e 5 soldi; per Ispago per la Balestra, Cera, Colla, Ariento vivo, e Polvere per le Bombarde, lire 1, e 9 soldi; per 1 Cavretto per dare a Niccolò Malegonnelle, lire 1, e 10 soldi; per 6 Mazzafrusti, soldi 18; per 5 Barbute, soldi 14; per vettura d’un Ronzino per me la sestara volta, lire 2; per spese di Ciliaco, e mia, e Pasquino, cioè andare, e venire al Borgo, e altrove, lire 8”.

(6) Il 16 luglio la Compagnia Bianca entra in Mugello e devasta i Castelli di Barberino e Latera. La reazione dei fiorentini è immediata e  ben presto gli invasori vengono ricacciati a nord. Nel frattempo il Comune di Firenze ordina una maggiore fortificazione del Castello di Vicchio.

(22) La fortificazione del Castello di Vicchio che si protrae sino al 1377 è dovuta anche alle voci di un accordo tra Bernabò Visconti e gli Ubaldini per riprendersi le loro terre.

1366

(2) Ser Lorenzo di Ser Tano da Lutiano inizia la stesura della “Cronica” nella quale racconta la storia della sua famiglia. Il manoscritto originale passò successivamente ai Rosselli del Turco e, nel 1784, il Brocchi la trascrisse per intero così come e giunta a noi.

1368

(2) Ser Lorenzo da Lutiano fa monaca senza dote la figlia Margherita presso il Monastero di S.Agata in Via S.Gallo a Firenze; vi soggiornò solo 2 anni. Fa monaca anche la nipote Filippa al Monastero di S.Maria Madre in Via dell’Acqua a Firenze versando una dote di 80 fiorini.

1372

(3) Nerlo Nesti è pievano della Chiesa di S.Felicita a Faltona.

1373

(6) Cadono 14 castelli degli Ubaldini. Con la presa del Castello di Tirli la potente famiglia viene definitivamente annientata. Resteranno nell’Appennino mugellano come privati e soggetti al governo della Repubblica fiorentina.

(6) La Chiesa di Santa Maria a Bovino viene soppressa quando i monaci olivetani (succeduti ai benedettini) la rilasciano al Vescovo di Firenze che la converte in parrocchia di campagna suffraganea della  Pieve di S.Martino a Viminiccio (o Scopeto).

Pieve di San Martino a Scopeto (o Viminiccio)

(6) Al pari dei ridimensionati Ubaldini in Mugello vivono ancora nobili famiglie sotto le leggi della Repubblica (pagando le imposte e servendo l’esercito al bisogno): i Bardi di Mangona, i Cattani di Cambiata e Barberino, i signori di Rabatta, i Falcucci e i loro consorti, i Giraldi di Montazzi, i Parenti da Olmi, etc.

(6) Così pure la famiglia Medici (padrona ai tempi feudali di S.Piero, Cafaggiolo, Trebbio, etc.) è sottoposta alle stesse legge fiorentine. C’è però da tener conto che i Medici sono sempre stati fedeli al Comune e che adesso una parte della famiglia è andata a vivere in città.

(6) Anche il clero è decaduto in Mugello da quando ha iniziato a chiedere aiuti agli eserciti fiorentini che, progressivamente, ne hanno incamerato i beni. Anche il potente vescovo di Firenze viene spogliato di tutti i suoi beni se si esclude qualche cadente castello sui monti che ben presto verrà anch’esso ceduto.

1374

(6) In questa situazione di quasi completo dominio del Comune di Firenze non rimane altro che liberarsi dei Conti Guidi. Da essi il Comune compra la Rocca di Belforte, Gattaia (i cui abitanti vengono trasferiti a Vicchio) e soprattutto Dicomano e Londa. Queste ultime due rocche vengono lasciate integre mentre le minori rase al suolo. L’epopea dei Guidi in Mugello è finita.

Firenze è padrona del Mugello: dalla Calvana, al Falterona, agli Appennini di Casaglia, a M.Giovi e M.Senario.

Convento di Monte Senario

Il feudalesimo mugellano è terminato e Firenze possiede nel suo territorio gli importanti Castelli di Borgo S.Lorenzo, S.Piero a Sieve, Scarperia, Galliano, Barberino, Vicchio, Dicomano e S.Godenzo. Nel circondario di questi castelli gli antichi feudi appaiono deserti (ove i resti delle costruzioni siano ancora visibili).

(23) Vengono approvati gli Statuti della Lega di Borgo S.Lorenzo. Per quanto riguarda il Popolo di S.Cresci in Valcava è riportata la seguente organizzazione: 8 buoni huomeni, due per ogni opera, rinnovano ogni 4 anni le borse per l’elezione del console, consiglieri, camarlingo e guardia campestre.

1375

(11) Capitolano i Guidi.

(44) Londa, caposaldo dei Guidi, viene comprata dai fiorentini e posta sotto il vicario di Pontassieve.

1376

(22) Nella primavera-estate gli uomini della Lega di Vicchio si impegnano seriamente in numerosi scontri nell’appennino contro la compagnia dei Bretoni assoldata da papa Gregorio I. ciò avviene nell’ambito della guerra detta degli Otto Santi tra il pontefice e Firenze per le terre di confine tra i due poteri.

1379

(2) Ser Filippo da Lutiano riceve in dote dalla moglie Niccolosa i Poderi di Petrognano.

1380

(3) Lorenzo di Bicci (o più probabilmente scuola fiorentina) esegue l’affresco entro il tabernacolo sulla strada di Campestri.

Tabernacolo di Campestri

(26) Il Comune di Firenze, a riconoscimento della fedeltà dei signori da Lutiano (consorti degli Ubaldini), impone la guardia dell’omonima rocca agli abitanti circostanti residenti a Valle, Caselle e Faltona.

1384-1408

(22) A Vicchio governa un Podestà di secondo grado inviato da Firenze che deve amministrare la Lega di Vicchio per sei mesi da Aprile a Ottobre con l’aiuto di un notaio, tre famuli, e nove berroviari.

1385

(26) La Pieve di S.Clemente a Montecaroso (Valcava) viene annessa alla Pieve di Faltona.

~1390

(6) Il Mugello è diviso in cinque leghe. Quella di Vicchio ha 34 Popoli, 1 Comune, 1 Villa compresi nei tre Pivieri di S.Cassiano in Padule, Viminiccio e Dicomano. Nella Lega di Borgo ricadono, tra gli altri, Polcanto e San Cresci in Valcava. Nello statuto della Lega di Borgo si impone il mercato settimanale ogni martedì della settimana.

1390

(24) Anno di costruzione della prima campana della Chiesa di S.Romolo a Campestri.

Chiesa di San Romolo a Campestri

(3) La Chiesa di S.Maria a Fabbrica (proprietà Buondelmonti) viene annessa alla Chiesa di S.Donato al Cistio.

1393

(3) Pievano della Chiesa di S.Cresci è messer Antonio di Bertino Donati.

1394

(27) L’Oratorio di S.Jacopo in Padule che si trovava al lato di un ospedale per pellegrini sulla riva della Sieve viene incorporato alla Chiesa di S.Maria a Bovino.

1398

(47) In luglio il vescovo Francesco conferma la Chiesa di S.Andrea a M.Giovi al prete Bonaventura che dicesi abitante nel piviere di Montecuccoli.

(2) Lorenzo da Lutiano compra una schiava da Niccolò Strozzi per la cifra di 25 fiorini.

1399

(6) Terribile pestilenza nel Mugello e a Firenze. Numerosissime le vittime lasciate anche per strada.

1404

(2) Lena, figlia di Lorenzo da Lutiano va in sposa a Bernardo di Jacopo di Ciecco del Popolo di S.Pier Maggiore.

1408

(2) Lorenzo da Lutiano muore a Firenze nella sua casa di Via Larga all’età di 93 anni.

(22) Da aprile la Lega di Vicchio viene governata da dei podestà detti di primo grado sempre inviati da Firenze.

1412

(22) Dall’estimo del contado fiorentino risulta che risiedono in castro Vichi soltanto 9 nuclei familiari per un totale di 30 persone.

1413

(22) Firenze, il cui dominio sul Mugello è ormai consolidato, emana il primo Statuto della Lega di Vicchio che disciplina più organicamente la vita amministrativa, politica e civile dei vari popoli. L’ultimo podestà della lega è Johannes Nicolai Soderini.

1414

(7) I Roti, ormai trasferitisi da tempo Firenze, non vogliono versare i tributi e effettuare prestiti al Comune. Per questo Antonio di Rota di Chele incorre nella pena inflitta dalle più importanti famiglie fiorentine che impediscono alla famiglia di accedere alle cariche di governo della città repubblicana.

1417

(57) Andrea Donati, arrestato per conto del Popolo di S.Donato al Cistio, verrà rimesso in libertà dal 15 aprile se risolverà il suo debito nei confronti dell’Opera del Duomo di Firenze. Funge da fideiussore Ser Bartolo di Ser Donato Giannini.

1421

(57) Il 2 di febbraio Nanni Lapi del Cistio è condannato al pagamento di un fiorino mensile all’Opera del Duomo di Firenze fino a totale risarcimento di un debito di gabella delle bestie mandriali.

1424

(8) Il diplomatico fiorentino Rinaldo degli Albizzi percorre una mulattiera che scavalca l’appennino presso il M.Citerna. Ciò evidenzia la presenza di un passo tra Bruscoli e Casaglia.

1427

(2) La Chiesa di S.Maria a Fabbrica viene annessa alla Chiesa di S.Donato al Cistio

(35) Dal catasto del 1427 per il territorio mugellano risultano:

  • Miserabili 21,0%
  • Poveri 48,5%
  • Mediani 25,1%
  • Agiati 4,6%
  • Benestanti 0,8%

(35) Dal catasto del 1427 risultano nel Mugello la seguente distribuzione fondiaria basata sul numero di proprietari:

  • Cittadini 65,5%
  • Ecclesiastici 13,6%
  • Contadini 20,9%

Per quanto riguarda invece la specifica zona di Valcava:

  • Cittadini 73,9%
  • Ecclesiastici 12,8%
  • Contadini 13,3%

1430

(43) Dal catasto risulta un ampliamento dell’attuale Villa Campestri da fortilizio a villa padronale (miscellanea 12).

Particolare di Villa Roti – Pasquali a Campestri

1437

(3) Il Podestà Umbertino Risaliti fa scavare un pozzo nel Castello di Vicchio.

MEDICI

1440

(3) La Chiesa di S.Romolo a Campestri ammensa a papa Eugenio IV (forse perché questi si trova a Firenze per il Concilio).

(3) I soldati di Niccolò Piccinino, al soldo del Visconti, si impadroniscono del Castrum de Monte Rotundo ormai quasi in rovina.

(54) Niccolò Piccinino, alleato degli Albizi contro i Medici, assedia Borgo S.Lorenzo ma non riesce a prenderlo,

1447

(3) Il Vescovo Antonino fa una visita pastorale a Campestri (50) ospite di Giuseppe Roti.

(50) La Chiesa di S.Giovanni Battista è sede parrocchiale del castello di Vicchio.

1452

(26) L’edificio de La Bartolina, sulla strada delle Salaiole, nasce come “casa da signore e lavoratore con terra lavorativa …” 

Villa La Bartolina

(60) Vanni di ser Vanni Vecchietti, vecchio usuraio residente a Firenze in via Ghibellina, è proprietario di buone terre e di una grande casa padronale a Santa Maria a Olmi ove ha adottato Domenico di Nanni, probabile suo figlio illegittimo avuto da una contadina del posto. In città, all’interno della sua famiglia, vive anche una schiava di origine circassa di nome Caterina. Nella casa di Vanni la ragazza conoscerà l’affittuario ser Piero d’Antonio di ser Piero, giovane notaio vinciano, dal quale avrà un figlio celebre: Leonardo da Vinci.

1459

(51) In maggio Papa Pio II traversa l’Appennino sulla strada del Giogo da Bologna a Firenze. Il viaggio, a causa del percorso dissestato, risulta molto disagevole tanto da durare 5 giorni.

1462

(25) Il patronato della Prioria di S.Maria ad Olmi è affidato alla famiglia Serdelli (bolla di Pio II) che lo tennero continuativamente per 307 anni. I Serdelli hanno origine dalla famiglia romana dei De Crescenti per poi cambiare nome con quello del loro primo notaio: ser Dello di Duccio. Dal 1462 al 1769, continuativamente, i Serdelli nominano i priori della chiesa; inizialmente prendendoli dalla propria famiglia e successivamente insediando prelati vicini alla medesima.

Chiesa di Santa Maria a Olmi

1465

(26) Il patronato della Chiesa di S.Ansano passa da Francesco di Niccolò Ferrantini ai figli di Domenico Caccini.

1468

(2) La Pieve di San Martino a Scopeto (o a Viminiccio) è sotto il patronato dei Nuti.

1470

(26) Il patronato della Chiesa di S.Ansano passa alla famiglia dei Baldovinetti.

Villa settecentesca in località Sant’Ansano

1477

(3) La Repubblica fiorentina concede a Vicchio il mercato settimanale che deve effettuarsi di giovedì.

1489

(3) Ubaldo degli Ubaldini lascia l’arme di famiglia nella Chiesa di S.Felicita a Faltona.