ETA’ ANTICA

ETRUSCHI

~675-575 a.C. – Età etrusca orientalizzante

(14) Le aree archeologiche riferibili a questo periodo fanno pensare a due percorsi provenienti dal Mugello verso Quinto e Sesto F.no: una nella valle del Carza, l’altra della Marina.

(14) Sviluppo degli insediamenti d’altura de “I Monti” a San Piero a Sieve e Poggio Colla presso Vicchio. Entrambi a controllo dei principali passi della dorsale appenninica.

(14) Dalla zona di Vicchio parte un vecchio percorso di transumanza diretto al Padule di Castiglione nell’area un tempo controllata da Vetulonia.

(14) Probabile mulattiera che collega Fiesole, M.Giovi e Poggio Colla, forse esistente sin dalle origini, che corre sul crinale di Monterotondo, Poggio Ripaghera  toccando il Pratone.


Poggio Colla (Vicchio): Immagine di partoriente. Prima rappresentazione di questo genere conosciuta nell’ambito dell’arte occidentale (ridisegnata da Southern Methodist University)

A partire dal VII secolo a.C. alle tribù liguri (Ligures Magelli) che abitano questa parte dell’Appennino si sostituiscono gli Etruschi che vanno ad occupare la parte orientale della valle. I siti principali sono la necropoli I Monti ai piedi della fortezza medicea di S.Piero a Sieve ed il complesso di Poggio Colla a Vicchio. E’ interessante notare come i due siti, ubicati sui rilievi in destra della Sieve, sono visibili l’uno dall’altro e che entrambi si trovano in prossimità di due “strette” della valle che permettono di attraversare più facilmente il fiume. Non si conoscono tracce della viabilità etrusca.

~600-500 a.C.

(5) A cavallo dei secoli VII e VI a.C. si ha la prima occupazione del sito di M.Giovi probabilmente a scopi devozionali.

(14) Primi indizi di un collegamento protostorico tra la piana fiorentina e il Mugello tramite il facile valico delle Croci di Calenzano.

(51) A causa dell’espansione sul mare dei Greci e dei Cartaginesi, gli Etruschi perdono il controllo del Tirreno Meridionale. Con la sconfitta navale dell’Elba inflitta dai Siracusani si assiste al definitivo declino dell’Etruria marittima. Per questi motivi gli Etruschi espandono il loro dominio nella Padania. I nuclei protourbani della Bologna villanoviana si sviluppano nella Felsina etrusca.

~575-300 a.C. Età etrusca arcaica e classica

(14) Le usanze funerarie in uso in val Marina si trasmettono anche in Mugello.

(14) Le così dette “pietre fiesolane” vanno legate alla ricerca delle stirpi nobili di visibilità lungo le principali direttrici attraverso la costruzione di tombe di famiglia che ne asseverano il potere economico e sociale. Il loro posizionamento indica diverse vie di comunicazione:

  • Media Val di Sieve–Arezzo, attraverso la val di Moscia secondo il percorso de Il Crocione, valle del Gravina, Casentino, Pratariccia.
  • Fiesole–Casentino, attraverso la risalita dell’Arno secondo Pontassieve e Passo della Consuma.
  • Mugello–Bologna, attraverso i passi dell’Osteria Bruciata e Raticosa secondo Le Mozzette, Sant’Agata, Fuoco di Legno (Pietramala), valli dell’Idice-Zena toccando M.Bibele.
  • Fiesole-Spina, attraverso la futura via Faventina secondo Ronta, Colla di Casaglia, valle del Lamone, S.Martino in Gattara (Brisighella)

(14) Viene costruita la fortezza di San Martino a Frascole per il controllo della stretta di Sandetole. Ciò permette di proteggere tutta la viabilità proveniente da settentrione (pianura Padana) dai passi appenninici tra Futa e Muraglione e avere un contatto aperto con gli approvvigionamenti da Arezzo. Questa difesa purtroppo esclude Poggio Colla dalle difese contro gli attacchi provenienti dall’appennino.

Sito etrusco di Frascole: stele funeraria del VI-V sec.a.C.

(14) Sono provati i rapporti tra la principale famiglia di Frascole (i Velaṥna) con Poggio Colla, Fiesole e anche Arezzo.

(51) La posizione di Felsina e Fiesole diviene strategica per i traffici tra l’Etruria padana e quella centro-meridionale.

Fiesole e Felsina vengono fondate in quelle posizioni per utilizzare e presidiare una pista già tracciata in epoca protostorica.

~500-400 a.C.

(5) Tra VI e V secolo a.C. abbiamo la prima occupazione del sito di Poggio Colla probabilmente a scopi devozionali.

~300 a.C.

(5) Nel IV secolo a.C. nei siti di M.Giovi, Poggio Colla e Fiesole si registra una trasformazione dei luoghi in strutture fortificate racchiuse da una cerchia di mura. Si ipotizza lo “spura” di Fiesole, ovvero un’estesa area perimetrale alla città con ai vertici Poggio di Firenze, M.Muro, Impruneta, S.Romolo, Poggio al Giro, M.Morello, Poggio Colla, Frascole, M.Giovi come baluardi avanzati alla difesa di Fiesole dalle popolazioni che a partire dal IV sec. a.C. hanno cominciato ad attraversare l’appennino.

(3) La viabilità etrusca è rappresentata da due arterie principali: Via dei Bosconi (Fiesole, Montereggi, Olmo, Valcava, Sagginale, Ponte sulla Sieve, Ronta) e Via Etrusca (Arezzo, Stia, Consuma, Passo del Caspriano, Frascole, S.Godenzo).

(4) Con gli Etruschi il paesaggio comincia a modificarsi più rapidamente anche per la presenza dei primi piccoli insediamenti “urbani”.

(5) Secondo l’archeologo Maggiani il poligono con ai vertici Monte Giovi, Monte Muro, San Romolo e M.Morello rappresenta l’area di influenza della città di Fiesole. La diretta comunicazione visiva tra il sito di M.Giovi (992 m) e quello di Poggio all’Aja di M.Morello (932 m) porta ad ipotizzare che essi, posti agli estremi E e W della dorsale a nord di Fiesole, costituiscano baluardi avanzati per proteggere la città da eventuali incursioni delle popolazioni che, a partire dagli inizi del IV sec. a.C., hanno cominciato ad attraversare l’Appennino. Va inoltre notato che proseguendo verso est la linea ideale che unisce il sito di M.Morello e di M.Giovi si va ad incontrare anche quelli di Frascole e Falterona (Lago degli Idoli).

~300-50 a.C.

(14) All’inizio del periodo nell’area di Poggio Colla si ha un incremento demografico.

(14) Tendenza alla costruzione di capisaldi fortificati su alture prominenti. Anche Poggio Colla ed il sito di M.Giovi vengono fortificati.

(14) Le fortificazioni indicano la necessità di difendersi da probabili attacchi. Questi sono prevedibili dalle popolazioni celto-liguri che si sono insediate presso Modigliana (Castrum Mutilum). La caduta di Poggio Colla può essere legata a questi popoli che, nelle loro incursioni nel Mugello orientale, possono essere stati attratti dalle ricchezze del sito etrusco.

Probabili allineamenti viari nel periodo etrusco

ROMANI

268 a.C.

(8) A conclusione della guerra italica i Romani fondano l’avamposto di Rimini.

225 a.C.

(8) Grande invasione gallica dell’Italia.

(51) Fiesole è la prima città etrusca incontrata dai Celti nella loro calata da nord; è quindi evidente che essi utilizzarono la pista transappenninica esistente tra Felsina e Fiesole che doveva essere abbastanza comoda e solida per consentire il transito di un imponente esercito di “50.000 fanti e 20.000 tra cavalieri e carristi” (Polibio).

Inoltre se la pista non fosse stata di almeno 2-2,5 metri, i carri non avrebbero potuto transitare e se il fondo stradale non fosse stato molto solido, la strada non sarebbe stata più percorribile dopo il passaggio di alcune migliaia di carri e cavalieri.

201 a.C.

(18) Il console Publio Elio impiega il prefetto alleato Caio Ampio per arginare le scorrerie dei Galli Boi nella regione appenninica. Il prefetto verrà trucidato presso Castrum Mutilum (Modigliana). N.B. Il toponimo Ampinana deriva dalla gens Ampia ?

(51) Per debellare definitivamente i Galli Boi che occupavano la Cispadana, i Romani non li attaccano frontalmente partendo da Rimini, ma da Arezzo valicando l’Appennino tosco-romagnolo e attraversando il territorio della tribù “Sapinia” presso Modigliana. Questa deviazione strategica fa supporre che i Romani da Arezzo hanno raggiunto Fiesole, saldamente nelle loro mani, e attraverso il Mugello e il Passo della Futa hanno proseguito sulla collaudata strada etrusca fino a Felsina.

189 a.C.

(8) I Romani fondano la colonia di Bologna al centro dei territori conquistati dai Galli Boi.

187 a.C.

(8) Il console Gaio Flaminio fa costruire una via che collega Arezzo a Bologna in occasione della guerra con i Galli ed i Liguri con lo scopo di riconquistare la Cispadana. La strada, citata da Tito Livio, è conosciuta oggi come Flaminia Minore con un tracciato non ben definito. Alcune ipotesi la fanno provenire dal Valdarno e, attraverso Fiesole ed il Mugello, traversare l’Appennino al Passo della Futa.

(51) I Liguri insediati sull’Appennino non sono stati ancora debellati. Il senato romano incarica i consoli M.Emilio Lepido e Caio Flaminio di operare nel territorio compreso tra Pisa e Bologna. Essi si incontrano a Bologna e si dividono i compiti: Lepido contro i Liguri Friniati (Appennino modenese) e Flaminio contro i Liguri Apuani (Appennino bolognese).

In questi scontri i Liguri Mucelli non sono mai menzionati; si deve desumere che i medesimi abbiano avuto modesta importanza sia dal punto di vista demografico che militare. Di fronte all’esercito romano è molto probabile che abbiano chiesto aiuto alle altre popolazioni liguri della coalizione.

Il console Caio Flaminio costruisce la strada da Bologna ad Arezzo (Flaminia Militare o Flaminia Minore).

Assoggettati i Liguri Apuani, il console concluse la pace con le popolazioni limitrofe. E poichè ogni preoccupazione di guerra era ormai bandita, per non lasciare in ozio i soldati, fece costruire una strada tra Bologna e Arezzo” (T.Livio). Caio Flaminio riutilizza il vecchio percorso della strada etrusca ormai fatiscente; la ristruttura allargandola, raddrizzandola e pavimentandola.

Il tratto Fiesole-Arezzo è così ricostruibile: Fiesole – Pontassieve (S.Francesco) – Pelago – Castel Sofia -Reggello – Pian di Scò (Cascia) – Loro Ciuffenna – Gropina – Castiglion Fibocchi – Arezzo.

Dal 171 a.C. questa strada romana è stata chiamata Cassia; soltanto recentemente è stata definita Flaminia Minore (Sterpos) o Flaminia Militare (Agostini-Santi).

La prosecuzione della Cassia da Fiesole a Lucca e Pisa è stata realizzata dal Console Quinzio Flaminio tra il 150 e il 123 a.C. La Cassia quindi, alla fine del II secolo a.C., partiva da Roma, raggiungeva prima Arezzo e poi Fiesole; qui si diramava per Bologna e Pisa.

168 a.C.

(8) Probabile anno di costruzione della via Faventina che collega Firenze a Faenza.

Nell’”Itinerarium Antonini” appare il seguente percorso: Item a Faventia Luca (Faenza) – In Castello (Marradi) – Anneiano (Borgo S.Lorenzo) – Florentia – Pistoris – Luca.

Il tratto Firenze-Lucca ripercorre quindi la Cassia o Clodia.

Da Firenze verso Faenza è possibile ipotizzare il seguente percorso: Guado dell’Arno in corrispondenza dell’attuale Ponte Vecchio. Villa Palmieri (resti acquedotto romano). La Badia Fiesolana (steli funerarie). Fiesole. Borgunto (Fonte Sotterra). Pendici di Poggio Magrini. Baccano (resti di acquedotto e edificio con mosaico). S.Michele a Muscoli. Saletta (frequentata in epoca etrusca e romana). Montereggi (inizio acquedotto di Fiesole e materiali di origine romana). Torre di Buiano (Aburianus). Vetta Le Croci. Polcanto. Valle del Faltona. Larciano. Borgo S.Lorenzo. Per quanto riguarda questo ultimo tratto esiste anche l’ipotesi di un tracciato lungo la valle del Torrente Fistona: percorso di crinale ed anche uno inferiore (Gricignano, Campomigliaio, la Vitareta, Tabernacolo di Lutiano). Da Borgo S.Lorenzo la Faventina proseguiva per Pulicciano (grande edificio e cisterna), Ronta (resti etruschi e romani), Madonna dei Tre Fiumi, Razzuolo, valico della Colla di Casaglia, valle del Lamone, Palazzuolo sul Senio, Marradi, Faenza.

In prossimità di Palazzuolo sul Senio, in località Biforco, la Faventina mostra una diramazione per Campigno, valico dell’Alpe di San Benedetto, Badia Agnano, Dicomano, Pontassieve, Firenze o Arezzo.

Va tenuto conto che i tracciati stradali romani transappenninici nella valle della Sieve, dove i toponomi attestano l’intensità del popolamento e le numerose dorsali a rastrelliera favoriscono l’attraversamento del crinale, dovevano essere più numerosi di quelli conosciuti. Inizialmente queste strade partivano da Arezzo e da Fiesole, successivamente da Firenze che, d’altronde, nasce essenzialmente come nodo viario.

90 a.C.

(3) Una prima penetrazione romana nel Mugello si può far risalire ai tempi di Silla.

40 a.C.

(3) Presenza romana sicura durante il secondo triumvirato

~800 a.C. – 300 d.C. – Età Romana

(1) I Romani sostituiscono gli Etruschi nel Mugello a partire dal III secolo a.C.. Fiesole perde importanza nei confronti di Firenze ma il Mugello rimane comprensorio agricolo a servizio degli insediamenti maggiori. Ad eccezione di Annejanum (dove pare sorga un tempio dedicato a Bacco) la popolazione è sparsa in piccoli insediamenti. Sembra accertato che uno dei maggiori assi viari (la Cassia), che collega Firenze a Bologna, attraversi la Sieve fra S.Giovanni in Petroio e Colle Barucci, in prossimità della “stretta” sulla quale è impostata oggi la diga di Bilancino.

(3) Battaglia delle “Croci” (405) tra i generali Stilicone (Bizantini) e Radagasio (Goti di Totila) sulla destra del Torrente Bagnone.

Con la caduta dell’Impero romano le popolazioni campagnole sono sovrastate dai latifondisti che riducono la povera gente a schiavi lavoratori.

La viabilità romana è da inquadrarsi su almeno cinque arterie principali. Firenze-Bologna: Firenze, Calenzano, Val Marina, Croci di Combiate, Vigesimum, Pietramala. Prolungamento Cassia del 566: Fiesole (Porta Mugellana), Olmo, lungo Fistona, Polcanto, Salaiole, Condigliano, Montepulico, S.Ansano, Valcava, Sagginale, Ponte sulla Sieve, Annejanum, Ronta, Castellum (Marradi), Faenza. Su una strada ex-etrusca: Casentino, Consuma, S.Lorino, Londa, Poggio, Frascole, Dicomano, S.Godenzo, lungo la valle del Montone, Forum Livii (Forlì). Strada di epoca imperiale: S.Agata, Poggio Cavallo, Monte Castel Guerino, Valli del Santerno e Senio. Strada dell’Osteria Bruciata: Galliano, Marcoiano, Passo dell’Osteria Bruciata.

Viabilità romana nell’area compresa tra Arezzo e Bologna

(4) In epoca romana i processi di utilizzazione del territorio si intensificano sempre più soprattutto a partire dal I° secolo d.C. Il fondovalle è completamente liberato dagli impantanamenti ed anche in collina i coloni romani strappano più terreno al bosco per favorire l’agricoltura. In ogni caso l’abbondante disboscamento interessa prevalentemente le aree pianeggianti e collinari di origine wurmiana (particolarmente fertili) mentre l’alta collina e la montagna rimangono integre. In base ai ritrovamenti archeologici ed alla toponomastica delle località che derivano il loro nome dal latino ci accorgiamo che l’area di M.Giovi è povera di insediamenti che possono far pensare a una presenza romana importante.

237

(10) Sempre la tradizione vuole Leonino ad essere il primo martire mugellano sotto Massimino.

~250

(10) Alla metà del III secolo d.C. si compie la distretturazione della penisola: il Mugello viene a cadere nella provincia Tuscia et Umbria, più brevemente Tuscia. In questo periodo, oltre alla crisi politica, intervengono mutazioni climatiche che portano all’aumento delle piogge e, in un territorio grandemente disboscato, ad un vero dissesto idrogeologico che conduce a vasti abbandoni delle zone precedentemente antropizzate. Tali trasformazioni, che continueranno fino al VI secolo, portano da un’economia agricola ad un’altra incentrata sugli scambi commerciali.

250

(3) A questa data gli Atti di San Cresci si riferiscono al martirio del santo e dei suoi compagni sotto l’impero di Decio.

~300

(10) Nel corso del IV secolo si affievolisce la capacità del sistema statale romano, anche per l’effetto delle scorrerie di popolazioni esterne, di controllare il territorio. Si preferisce concentrarsi sulla difesa delle città tralasciando le problematiche delle campagne. A metà del IV secolo la Toscana viene suddivisa in due parti tributarie. Il Mugello si viene a trovare nella Tuscia annonaria, ordinamento che prosegue sino al 534.

365

(19) Questa data è indicata dal Lami come quella della fondazione della Pieve di San Cresci in Valcava.

380

(10) Costantino stabilisce la supremazia della religione cristiana. Come abbiamo visto all’epoca delle invasioni sono i vescovi a sostituire amministrativamente l’autorità civile. L’evolversi della cristianizzazione inizia nelle città con le masse popolari per poi interessare anche l’aristocrazia. A questo punto i ruoli più prestigiosi della gerarchia ecclesiastica sono accaparrati dalla classe dirigente. Più problematico è il coinvolgimento degli abitanti delle campagne dove resiste fortissimo un credo di tipo animistico.

Le prime idee cominciano a circolare nelle campagne tra la fine del IV e l’inizio del V secolo soprattutto per iniziativa di vari possessores che fanno edificare presso le proprie ville, oratori, chiese funerarie ed edifici sacri di più ampia dimensione ad uso privato ma anche a disposizione del contado circostante.

393

(10) Il vescovo milanese Ambrogio, trovandosi a Bologna, valica l’Appennino per recarsi a Florentia per accompagnare i corpi di due martiri. Tale viaggio pare abbia un impatto importante presso la popolazione mugellana che assiste al passaggio.

La viabilità romana (Flaminia minor, Faventina, etc.) che unisce il Mugello all’Emilia-Romagna è essenziale per l’irradiarsi del cristianesimo in Val di Sieve.

~390

(12) Alla fine del IV secolo iniziano a diffondersi le pievi rurali.

405

(10) La tradizione vuole che sia il vescovo Zenobio (coevo alle vicissitudini legate ai Goti di Radagasio) a cancellare ogni residua traccia di paganesimo da Firenze e a iniziare la cristianizzazione delle campagne circostanti tra le quali il Mugello.

(50) Distrutta dai barbari una prima chiesa cristiana (ex-tempio pagano) risulta ubicata su l’attuale pianta della Pieve di Dicomano.

406

(10) Stilicone (generale romano di Onorio) sconfigge definitivamente a Fiesole l’ostrogoto Radagasio. Nonostante la vittoria la decadenza di Fiesole è già profonda. La destrutturazione della città romana è in corso da tempo come del resto sta avvenendo anche nei paesi mugellani di S.Piero a Sieve, Scarperia, Vaglia e Palazzuolo sul Senio.