EVOLUZIONE GEOLOGICA DEL BACINO MUGELLANO

PLIOCENE SUPERIORE (VILLAFRANCHIANO INFERIORE)

Al termine della fase compressiva di sollevamento dell’Appennino settentrionale ne segue una con caratteristiche distensive che origina lungo la catena montuosa una serie di depressioni orientate NW-SE (Piana Firenze-Prato-Pistoia, Casentino, Valdarno, Val Tiberina, Mugello, etc.) delimitate ai bordi da faglie e accavallamenti. Nella figura sottostante è disegnata una ipotetica sezione schematica trasversale alla valle mugellana da NNW verso SSE nel momento in cui il mare si è ritirato ed il fondovalle è stato occupato dal lago villafranchiano che, al massimo della sua estensione raggiunge la quota attuale di circa 400 m s.l.m. Ai margini del lago affiorano le formazioni rocciose di età e provenienza diversa che hanno subito un’intensa e complessa storia di traslazioni, piegamenti, faglie e sovrascorrimenti le une sulle altre prima di raggiungere l’attuale posizione.

PLEISTOCENE INFERIORE (VILLAFRANCHIANO SUPERIORE)

Siamo entrati nel periodo Quaternario. Trasportati dai corsi d’acqua immissari, i sedimenti si vanno a depositare sul fondo del lago e costituiscono i primi materiali di riempimento del bacino. Lo spessore di questi materiali è variabile aumentando dai bordi al centro del bacino dove raggiunge il massimo valore. Presso Borgo S.Lorenzo si sviluppa per 500 m al di sopra del basamento roccioso. Esistono prove concrete che in questa fase il principale immissario/emissario del lago, la Sieve, abbia un corso contrario a quello attuale ovvero scorra da SE a NW direttamente verso il bacino di Firenze-Prato-Pistoia.

PLEISTOCENE INFERIORE (VILLAFRANCHIANO SUPERIORE)

Il lago si estingue con un graduale svuotamento verso la probabile area pratese. Successivamente, per effetto di sollevamenti differenziali del bacino mugellano, la Sieve inverte il suo corso verso la direzione che conosciamo oggi.

Per poter comprendere la successiva evoluzione dell’area mugellana è necessario fare riferimento a una serie di importanti fenomeni climatici che interessano l’intera Europa nell’era quaternaria: le glaciazioni. Ne registriamo almeno cinque che si alternano ad altrettanti periodi di clima mite (interglaciali). Dall’estinzione del lago fino a circa 10.000 anni fa, ovvero durante le ultime tre fasi glaciali, denominate Mindel, Riss e Wurm, l’alternarsi di questi cicli climatici ha determinato il modellamento del territorio del Mugello.

PLEISTOCENE MEDIO (GLACIAZIONE MINDEL)

La temperatura media si abbassa. Incrementano le precipitazioni meteoriche soprattutto con intensi fenomeni concentrati. Le oscillazioni termiche (giornaliere e stagionali) aumentano. Alle quote elevate il processo gelo-disgelo amplifica gli effetti di disgregazione delle rocce con la produzione di abbondanti coltri detritiche. Le piogge intense e concentrate trasmettono ai fiumi un’elevata energia per rimuovere le masse detritiche e trasportarle verso valle. Questo clima inibisce inoltre il formarsi dei suoli che vengono anche erosi dal ruscellamento superficiale. Tutto questo comporta un grande accumulo di materiale nel bacino mugellano che va a ricoprire i precedenti depositi lacustri.

PLEISTOCENE MEDIO (INTERGLACIALE MINDEL-RISS)

La temperatura media si alza. Le precipitazioni medie diminuiscono e si distribuiscono uniformemente durante tutto l’anno. Le oscillazioni termiche si riducono. Si sviluppano i suoli. I corsi d’acqua scaricano la loro energia nell’erosione incanalata nei precedenti depositi glaciali approfondendo i loro alvei e originando ai bordi piani terrazzati.

PLEISTOCENE MEDIO (GLACIAZIONE RISS)

I fenomeni legati alla glaciazione Mindel si ripetono con le stesse modalità nei due periodi glaciali successivi. Le fasi di deposito e  incisione dei corsi d’acqua producono ognuna ulteriori terrazzi a quote sempre inferiori.

PLEISTOCENE SUPERIORE (INTERGLACIALE RISS-WURM)

PLEISTOCENE SUPERIORE (GLACIAZIONE WURM)

E’ in questo periodo che appaiono le prime tracce di presenza umana nella valle (Homo Neanderthalensis)

OLOCENE (INTERGLACIALE WURM)

Si completa la serie dei tre terrazzamenti fluvio-glaciali che caratterizza la valle mugellana. Queste forme sono visibili a tutt’oggi anche se in forma ridotta a causa dei successivi fenomeni di naturale erosione e antropizzazione.

OLOCENE (POSTGLACIALE)

Deposizione alluvionale del F.Sieve